Ho girato un video, che è diventato virale. Non ne vado fiero, perché si è trattato di un’altra tragedia sfiorata a causa di una nave da crociera a Venezia. Dopo averlo girato, dopo che mezzo mondo lo ha visto, mi si chiede: ci racconti quello che hai visto? Ma come? Come si fa a raccontarle certe immagini?

Anche se fai lo scrittore, e ti capita di fare un video come quello che ho girato domenica in Riva dei Sette Martiri a Venezia, quali parole puoi usare che siano capaci di ricreare la forza del momento, i suoni, le emozioni, la sorpresa e, soprattutto, la paura? Puoi trovarne anche di inedite, di preziose, di indiscutibili, ma quel video parlerà sempre da solo. Le parole saranno unicamente didascalia, supporto, arriveranno comunque attutite, addirittura rassicuranti. Però poi bisogna provarci. È dal 2002 che vado a scrivere al bar Melograno, in Riva dei Sette Martiri.

Ho visto centinaia e centinaia di passaggi di grandi navi là davanti. Ci sono andato anche domenica. Poi è arrivata la tempesta, peraltro annunciata da tutti i meteo e ben visibile già da un bel po’ se guardavi dietro San Marco. I clienti in terrazza si sono rifugiati all’interno. Quando si è fatto buio, quando il paesaggio circostante è sparito, cancellato dalla tempesta e dalla grandine, mi sono affacciato alla porta per riprendere quei chicchi di ghiaccio, enormi, che sembravano sfondare i tavolini là fuori.

in riproduzione….

Di fronte, era sparito tutto: l’Isola di San Giorgio, la laguna, San Marco, tutto. Poi nell’inquadratura è entrato prima uno sbuffo, nero, molto più nero della parete grigio scuro della tempesta. Il fumo di un rimorchiatore che capivi stesse lottando con delle forze fin lì invisibili.

Fin lì, perché subito dietro, imponente, a pochi metri dalla riva, è apparsa l’incudine di una nave da crociera. E da quel momento la tempesta è diventata Deliziosa. Nemmeno il miglior scrittore del mondo avrebbe avuto il coraggio di accostare quella bufera al nome della nave della Costa crociere. Ma la realtà, spesso, supera anche l’immaginazione degli scrittori. Ho continuato a riprendere, mentre la grandine era diventata qualcosa di insignificante e la Deliziosa sfiorava prima la riva e poi lo yacht attraccato più in là.

rep

Quando la prua a incudine ha puntato lo yacht e la sirena d’allarme continuava a suonare, gli occupanti dello yacht sono schizzati fuori, quasi si lasciassero andare, terrorizzati. Intanto però il corpo a corpo fra i rimorchiatori e il mastodonte impazzito era finito, vinto dai più piccoli, grazie ai piloti, e al fato, anche. Che fare, si chiedono tutti adesso.

Io faccio lo scrittore e risposte non ne ho. Credo però che dopo gli ultimi due episodi ci sia un’unica cosa da fare, urgente: fermare le crociere in laguna, deviarle altrove. Perché a stretto giro, qualcuno, ha ribadito che è urgente scavare il canale Vittorio Emanuele e fare arrivare le navi a Marghera. Ma come? E se una tempesta come quella di ieri, sempre più frequenti, colpisse una grande nave in transito accanto ai serbatoi e agli impianti di Porto Marghera? Serve rispondere?

*Roberto Ferrucci, veneziano, classe 1960, è scrittore, autore televisivo, traduttore e docente di scrittura creativa. I suoi romanzi “Cosa cambia” e “Sentimenti sovversivi” sono stati tradotti in Francia


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