ROMA – Miliardi di frammenti piccolissimi di plastica riescono a penetrare negli organismi marini nel giro di poche ore. Lo dimostra uno studio internazionale capitanato dall’università inglese di Plymouth che ha preso in esame le capesante atlantiche. Esposti per sei ore alle nanoplastiche in laboratorio, i molluschi accumulano frammenti negli organi, dall’intestino al rene. La ricerca, pubblicata sulla rivista Environmental Science & Technology, ha dimostrato la presenza di miliardi di nanoparticelle dal diametro di 250 nanometri (0,00025 millimetri) nell’intestino delle capesante. Frammenti ancora più piccoli, da 20 nanometri (0,00002 millimetri) sono stati rinvenuti in tutto il corpo, dai reni alle branchie e ai muscoli. Quest’ultimo tipo di frammento non era più presente nelle capesante dopo 14 giorni dall’esposizione, mentre le nanoplastiche da 250 nanometri hanno richiesto 48 giorni per scomparire.

Lo studio “dimostra che le nanoparticelle possono essere assorbite rapidamente da un organismo marino, e che in poche ore vengono distribuite attraverso la maggior parte degli organi principali”, ha spiegato la ricercatrice Maya Al Sid Cheikh che ha condotto la ricerca. “Comprendere se le particelle di plastica sono assorbite attraverso le membrane biologiche e si accumulano negli organi interni è fondamentale per valutare il rischio che tali particelle rappresentano sia per l’organismo marino che per la salute umana”, ha evidenziato Ted Henry, docente di Tossicologia ambientale all’Heriot-Watt University.


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Mario Calabresi
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