“Taranto è la città nella quale vivo e nella quale mi sono ammalata di cancro causato, come affermano i medici, dall’inquinamento industriale ed è per questo che ho voluto impegnarmi per migliorarla. Ho creduto che il Movimento 5 Stelle fosse la strada giusta, ma il tradimento che ha compiuto non solo nei confronti della città di Taranto, mi costringe a uscire dal Movimento che non rappresenta più le istanze dei cittadini”. È durissimo l’esordio nel consiglio comunale di Taranto di Rita Corvace, prima dei non eletti, subentrata in aula dopo le dimissioni dell’ultimo rappresentante del Movimento, Francesco Nevoli. 

Corvace, 41 anni, tra gli esponenti del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti che aderirono al Meetup 5 Stelle, si è subito dichiarata indipendente lasciando il Movimento e aderendo al gruppo Misto, dove trova Massimo Battista, già esponente del comitato Liberi e pensanti.

E così, come previsto, il Movimento 5 Stelle scompare definitivamente da Taranto. Nessun rappresentante pentastellato è più presente all’interno del consiglio comunale. Tutto questo era previsto. Inaspettate invece sono state le modalità con cui è avvenuto, con un duro atto d’accusa di Corvace che ha citato la sua esperienza personale e la sua lotta contro il cancro, da lei collegato direttamente ai fumi dell’Ilva.

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Eccolo qui, dunque, il motivo della scomparsa del Movimento dalla città dell’Ilva. Un processo di estinzione cominciato da Massimo Battista. Operaio del siderurgico, eletto in consiglio comunale a giugno del 2017, insieme al candidato sindaco Francesco Corvace, nella lista del Movimento 5 Stelle. La fase di ascesa del Movimento in città culminava appena un anno fa con le elezioni politiche e il 50 per cento delle preferenze che portarono in Parlamento ben cinque candidati tarantini.

Alla base dell’ascesa c’era la più grande delle promesse: liberare la città dall’Ilva, chiudendo la fabbrica, bonificando l’area industriale e riconvertendo economicamente la zona. Una rivoluzione tradita quando il Movimento è andato al governo con la Lega. A settembre il primo a dire addio è stato proprio l’operaio Massimo Battista, passato nel Misto per il “tradimento” dei 5 Stelle.

Solo un mese fa arriva il secondo addio, da parte del consigliere Francesco Nevoli, che con un post su Facebook rassegna le dimissioni e lascia l’aula. Al suo posto subentra la prima dei non eletti nella lista 5 Stelle, Rita Corvace. Ad anticipare le sue mosse è Michele Riondino. L’attore tarantino esponente dei Liberi e Pensanti su Facebook accusa i 5 Stelle di tradimento, ma parla di Corvace come donna “espressione del comitato, guerriera con la schiena drittissima”.

È il preludio alla scomparsa del Movimento. Appena 24 ore fa, nel giorno del suo ingresso in consiglio comunale, Rita Corvace esordisce con il suo durissimo atto d’accusa contro i 5 Stelle, usando ancora la parola “tradimento”: “Il tradimento che ha compiuto non solo nei confronti della città di Taranto, promettendo la chiusura programmata delle fonti inquinanti e la riconversione economica, ma anche di tutto il Sud alleandosi con la Lega mi costringe ad uscire dal Movimento che non rappresenta più le istanze dei cittadini.

Non posso far parte di un partito che appoggia un governo razzista e xenofobo, che condanna la diversità in nome di un “prima gli italiani” che non ha nessun senso di esistere”. 
Così anche Corvace aderisce – tra gli applausi dell’aula – al gruppo Misto, finendo così anche al centro delle accuse del Meetup Amici di Beppe Grillo Taranto che ha definito lei e Battista degli “abusivi di un ruolo istituzionale che non gli spetta”.


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