I collettivi contro il comizio di Fiore a Bologna: una trentina in corteo


I collettivi contro il comizio di Fiore a Bologna: una trentina in corteo

Il leader di Forza Nuova parlerà alle 18.30 in piazza Galvani. Gli universitari stanno cercando di forzare il blocco, la polizia li tiene a distanza. Il Comune aveva negato il permesso


BOLOGNA – “No pasaran. Contro tutti i fascismi l’università si oppone”. Una trentina di studenti dei collettivi si è mossa da piazza Verdi in corteo dietro allo striscione contro il comizio che il leader di Forza Nuova Roberto Fiore terrà alle 18.30 in Piazza Galvani, nel centro di Bologna, in vista delle Europee del 26 maggio. L’appuntamento è protetto da imponenti misure di sicurezza per le contestazioni da parte di gruppi e associazioni antifasciste, che hanno già annunciato una contro-manifestazione in piazza Maggiore.

Intanto si sono mossi gli universitari tentando di forzare il blocco in via dell’Archiginnasio: qualche spinta e momenti di tensione. La polizia in tenuta antisommossa li tiene a distanza.


L’iniziativa di Fiore e dei suoi sostenitori è stata anticipata da polemiche per la concessione della piazza. Il Comune di Bologna, tuttavia, ha negato il permesso di montare il palchetto per il comizio perché, nella richiesta di occupazione del suolo pubblico, Fn ha cancellato a penna la frase che impegna a non richiamarsi all’ideologia fascista. E questa mattina Anpi, Cgil, Cisl e Uil di Bologna, hanno condannato la presenza “per l’ennesima volta” in città di Forza Nuova. “Bene ha fatto il Comune a negare l’utilizzo del suolo pubblico presente nel regolamento comunale che impone a chi ne fa richiesta, ad impegnarsi a non porre in essere attività o richiami all’ideologia fascista. Questo però non vieterà di svolgere l’iniziativa di Forza Nuova – scrivono partigiani e sindacati – quindi facciamo appello al ministero dell’Interno affinché vengano impedite tutte le manifestazioni e le iniziative di chiaro stampo fascista”.

20 maggio 2019 – Aggiornato alle



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