La rabbia fredda del sindaco Beppe Sala contro il sovrintendente della Scala Alexander Pereira. ‘Reo’ di aver parlato del dossier finanziamenti arabi quando l’ordine di scuderia era il silenzio, dicendo tra l’altro che “è stata la Lega a portare i Sauditi dentro la Scala, qualcuno vuole farmi fuori”. Parole che, oltre a incrinare ulteriormente i rapporti con il sindaco, che del cda della Scala è presidente, mettono a serio rischio, se non mettono una pietra tombale, la finalizzazione dell’accordo da 15 milioni di euro in tre anni nelle casse del Piermarini. Lo dice chiaro, Sala: “Certo è, per come si stanno mettendo le cose, ritengo non semplice, dal punto di vista politico, la finalizzazione dell’accordo”.

E’ rimasto di ghiaccio questa mattina Sala, perché soltanto pochi giorni fa aveva scritto una lettera formale a tutti i soci del cda della Scala con quello che, a tutti gli effetti, era un ‘divieto’ del presidente: “Non commentare il caso del possibile finanziamento da parte di Saudi Arabia fino al consiglio di amministrazione già fissato per il 18 marzo”. Cda in cui gli arabi sarebbero diventati soci, in base a una trattativa condotta direttamente dal sovrintendente Alexander Pereira. Ma questa mattina è stato proprio il sovrintendente in una intervista alla Stampa, a rompere quel silenzio chiesto dal sindaco Beppe Sala. Che, subito, ha riscritto ai soci: “Forse nella precedente comunicazione non sono stato sufficientemente chiaro a proposito della necessità di non commentare il dossier, per cui ve lo ripeto: è assolutamente necessario che fino al consiglio del 18 nessuno rilasci dichiarazioni”.

Sarà ascoltato questa volta? Certo che è che quel riferimento netto di Pereira alla Lega mette sul tavolo di una partita già complicata anche uno scontro politico in atto su più fronti tra Sala e la Lega. Sindaco e sovrintendente finora non si sono sentiti: bisognerà a questo punto capire cosa accadrà da qui al consiglio. E come si risolverà la questione – a questa punto anche diplomatica – con i Sauditi.

Ma che cosa ha dichiarato Pereira? “Il primo a parlarmi dell’accordo è stato Max Ferrari, un consigliere del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, dicendomi che l’Aramco, la compagnia petrolifera saudita, sarebbe stata felice di fare qualcosa con la Scala. Il 9 luglio scorso lo stesso Ferrari ne dette notizia su Arab News, il giornale saudita in inglese”, racconta il sovrintendente della Scala, “sorpreso”, dice, delle polemiche sorte intorno alla vicenda. Pereira spiega che tutto è cominciato quando il principe Badr, titolare del ministero della Cultura saudita, ha letto l’articolo di Arab News manifestando interesse. “Perciò l’ho invitato alla Prima del 7 dicembre. Prima dello spettacolo, abbiamo parlato per due ore e mezzo con i responsabili dell’Accademia della Scala. Il principe ha spiegato che il suo Paese è interessato a una partnership con la Scala sul modello di quella del Louvre con Abu Dhabi. In novembre, aveva anche incontrato a Pietroburgo il ministro Bonisoli, e ne aveva parlato anche con lui. Io sono andato in Arabia in gennaio. Da lì è nato il nostro progetto”.

Secondo il sovrintendente austriaco, dietro a questa polemica c’è qualcuno che vuol farlo fuori: “Credo che ci sia qualcuno che sta, come si dice in italiano, montando la panna? Se è un tentativo di farmi fuori, vuol dire che sono disperati. La mia riconferma non dipende da un singolo progetto”. E ricorda che la Scala costa “circa 125 milioni, come gli altri grandi teatri europei, l’Opéra o la Staatsoper di Vienna o quella di Monaco. Solo che lì lo Stato copre il 75-80% del budget, a Milano meno di un terzo. Ogni anno la Scala deve quindi trovare almeno 45 milioni dai privati. Io li trovo”.

 


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