Un lampo di genio, un messaggio Whatsapp e poi il coordinamento tra soccorritori. È grazie a questo mix di elementi se ieri è stata ritrovata in poco tempo la signora di 49 anni che si era smarrita nel bosco di Zaro, a Ischia, dopo che aveva perso l’orientamente a causa di un colpo di calore. A far partire la catena del soccorso l’intuizione dell’operatore del 118 Luca Cardillo, che ha chiesto alla donna di condividere la posizione via Whatsapp per aiutare la localizzazione. “La centrale non ha ancora la tecnologia adatta, ma io avevo il suo numero e il mio smartphone, era l’unica soluzione”, dice il sanitario al telefono, ancora stupito dal clamore suscitato dal suo gesto. “Mi stanno cercando tutti i giornali, ma io ho solo fatto il mio lavoro”. 

Quando al 118 di Pozzuoli è arrivata la richiesta di aiuto della turista romana erano circa le 10 del mattino. “Stava davvero male – ricorda l’operatore – per questo quando è arrivata la chiamata e mi sono reso conto che non riusciva a capire dove si trovava la prima cosa che ho pensato è stata usare Whatsapp. La memoria è andata subito alla vicenda di Simon, il turista francese”.

“Avevo il suo numero – continua Cardillo – e istintivamente le ho detto: ‘ti sto mandando un messaggio, sai mandare le posizioni con Whatsapp?’. Fortunatamente lo sapeva fare, casualità glielo aveva insegnato la figlia proprio poche settimane prima”. Ottenuta la posizione, l’operatore del 118 ha così allertato l’ambulanza. Sempre usando utenze private, dal suo cellulare ha inviato la posizione condivisa dalla turista a un collega del 118 di Ischia. Sfortuna ha voluto che i sanitari, giunti sul posto, non siano riusciti a trovarla subito per via della fitta boscaglia, ma è stato in quel momento che il giovane operatore ha avuto una seconda intuizione. 

“La signora mi aveva detto che vedeva il mare, così ho pensato: se da terra non ci sono riusciti, proviamo con la guardia costiera”.  L’operatore ha così inoltrato la posizione della donna al sottufficiale di turno. “Non è stato semplice nemmeno così, perché arrivati davanti a Punta Caruso nemmeno la Guardia costiera riusciva a vederla. La zona era quella, ma non riuscivano a individuarla”. Poi la turista ha dato ulteriori elementi: la descrizione di una barca che si trovava davanti a lei, in linea d’aria, e il colore della sua borsetta, che era arancione. Un colore riconoscibile, le ho consigliato di sventolarla”.

“In tutto ci abbiamo messo circa 40-50 minuti – commenta il sanitario – ma alla fine è stata recuperata e portata al pronto soccorso. Già lì mi ha chiamato per ringraziare tutta la macchina dei soccorsi”. “Devo la vita a Luca – ha detto la donna all’Ansa -. All’operatore del 118 che mi ha salvato la vita”.


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Carlo Verdelli
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