MILANO – È stato per due volte negli ultimi sei anni capocannoniere della Serie A. Ha ancora 26 anni. Solo all’Inter ha segnato 111 gol. Eppure, sembra che nessun club europeo sia interessato al suo cartellino. Mauro Icardi – messo sul mercato a inizio luglio dall’ad nerazzurro Beppe Marotta – è il mistero di questo calciomercato estivo. È forte, eppure per lui non sembrano esserci offerte, se non qualche contatto con lui e la sua moglie/manager Wanda Nara da parte di Napoli e Juventus, mai tramutatosi in una proposta di acquisto all’Inter. Con il club nerazzurro si è fatta avanti la Roma, sapendo però che Maurito non sarebbe disposto a trasferirsi nella capitale.

La bufera in spogliatoio

Un timore nel valutare l’acquisto di Icardi, per molte società, sono le conseguenze che il suo arrivo potrebbe avere sullo spogliatoio. Gran lavoratore, ligio agli impegni, Icardi ha però fama di essere una testa calda. Nel gennaio 2016, fresco di nomina come capitano dell’Inter, mise le mani addosso a Jovetic per un’entrata che aveva fatto in allenamento su D’Ambrosio. I contrasti con alcuni compagni (slavi soprattutto) sono stati raccontati in ogni modo. E ovunque nel mondo ci sono giocatori pronti a porre il veto sul nome di Mauro Icardi per un’accusa antica, da cui lui si è sempre difeso: avere rubato la moglie a Maxi Lopez.

La moglie procuratrice

Veniamo a Wanda. Un conto per una società è avere a che fare con un esperto procuratore, un altro è vedersela con Wanda Nara, che posta decine di storie al giorno su Instagram e dal salotto tv di Tiki Taka accusa i compagni di squadra del marito di non passargli la palla. Altra questione legata a Wanda: è restia a lasciare Milano, e Mauro la asseconda. La coppia ha due bambine e con la madre vivono anche i tre figli avuti da Wanda con Maxi Lopez. Gli Icardi hanno appena comprato a Milano un gigantesco appartamento in un grattacielo di nuova costruzione. Convincerli a trasferirsi è difficile, e non da oggi.

Gli antichi rifiuti

Per capire come mai Icardi sia così poco appetibile, bisogna anche considerare come ha trattato i manager dei club europei che lo hanno cercato in passato. Alle avances dell’Atletico Madrid di fine 2015 Maurito, cresciuto nel mito di capitan Zanetti, rispondeva: “Sono interista, di qui non mi muovo”. Stesso trattamento ha riservato a un paio di club di Premier League e al Napoli. Nell’estate 2016 il patron Aurelio De Laurentiis volò a Milano in elicottero per chiedere a Wanda di convincere il marito a trasferirsi ai piedi del Vesuvio. Risposta? “Sono il capitano dell’Inter”. Oggi capitano non lo è più, è “fuori dal progetto” (Marotta dixit), eppure i vecchi rifiuti possono pesare su nuove possibili trattative.

Il disturbo su Lukaku

L’8 agosto chiude il mercato in entrata dalla Premier League, e quella è la data entro cui realisticamente Antonio Conte potrà acquistare dal Manchester United Romelo Lukaku, centravanti dei suoi sogni. Lo voleva già nell’estate 2017, ma glielo scippò il “nemico” Mourinho, al tempo sulla panchina dello United. Per comprare Lukaku oggi servono 80 milioni. Napoli e Juventus (a cui pure Icardi piace) sanno che se acquistassero in fretta Icardi darebbero all’Inter i soldi necessari per chiudere l’affare. Anche per questo, finora si sono guardate bene dal fare un’offerta all’odiata concorrente per il cartellino del giocatore.

I saldi di fine stagione

In questa vicenda è fondamentale il tempo. Il mercato estivo chiude a inizio settembre. La Juve quanto il Napoli sperano che, aspettando, il prezzo del cartellino di Maurito si abbassi. L’Inter lo valuta 70 milioni, 40 in meno dei 110 che valeva lo scorso gennaio, prima che gli venisse tolta la fascia di capitano e lui si mettesse a riposo per due mesi (male al ginocchio, la giustificazione). La speranza, a Napoli come a Torino, è che il prezzo si abbassi ulteriormente, anche sotto la soglia dei 50 milioni. L’Inter può tenere duro e aspettare, certo, ma rischia: il contratto di Icardi scade a giugno 2021 e già sei mesi prima il giocatore potrebbe svincolarsi e cambiare squadra a parametro zero.

La minaccia atomica

Tornato a casa dal ritiro di Lugano, Mauro Icardi a chi gli è vicino ha confessato una tentazione: “Se non mi vogliono in squadra, sto fermo due anni e prendo lo stipendio”. Sulla carta è in diritto di farlo. Potrebbe rifiutare ogni proposta di trasferimento e allenarsi fino a quando avrà la possibilità di partire senza che all’Inter arrivi un euro. Una vendetta terribile. E potrebbe addirittura tentare di fare causa alla società chiedendo al collegio arbitrale di Serie A la risoluzione del contratto per “comportamento discriminatorio” nei suoi confronti, una via più complicata. Di sicuro, mentre la squadra era in turnée in Asia, Maurito era ad allenarsi solo alla Pinetina per un programma di “ricondizionamento atletico”. Su Instagram (sempre lì) postava foto in cui era sereno e sorridente.

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