BOLOGNA – “Siamo qui perché ha ucciso nostro padre. Assassinio che si poteva evitare. Siamo qui per assistere ad un processo in tv perché lo Stato non è riuscito a prenderlo e ha fatto altre vittime in Spagna. Allora il ministro Minniti ci fu comunque vicino. Oggi invece lo Stato si è dimenticato di noi probabilmente perché Igor non ha la pelle nera”. Lo ha scritto su Facebook Francesca Verri, figlia di Valerio, la guardia ecologica volontaria seconda vittima del killer serbo Norbert Feher (freddata l’8 aprile 2017, a una settimana dal delitto di Davide Fabbri).

Verri è a Bologna insieme al proprio avvocato Fabio Anselmo e al fratello Emanuele, per l’udienza preliminare del processo a ‘Igor il russo’, accusato di due omicidi in Italia e arrestato a dicembre scorso in Spagna dopo altri tre assassinii (due agenti della Guardia civil e il proprietario agricolo). L’udienza è a porte chiuse ed è previsto il collegamento con il carcere di Saragozza, dove Feher è detenuto, in videoconferenza.  “Non voglio un processo pubblico”, è una delle poche frasi pronunciate da ‘Igor’, in italiano. Gli è stato chiesto, tra l’altro, se acconsentiva alla presenza dei giornalisti. La difesa ha chiesto il rito abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica. Il gup ha rinviato al 28 novembre per acquisire le perizie spagnole.

"Igor, lo Stato se ne disinteressa perché non ha la pelle nera"

L’avvocato Fabio Anselmo accompagna i suoi assistiti in tribunale


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