SAVONA – “Quando ha ammesso che aveva un altro uomo e che non voleva chiudere quella relazione ho perso la testa, mi sono sentito un uomo fallito e l’ho soffocata”. E’ una delle frasi con cui Marco Buscaglia, operaio di Savona, 47 anni, ha confessato al magistrato l’omicidio della moglie Roxana Zenteno, 41. Difeso dall’avvocato Gian Maria Gandolfo, ha raccontato i minuti precedenti il delitto. Marito e moglie si erano svegliati. Lui ha cominciato a fare domande, con il sospetto che lei potesse avere un altro uomo. La vittima ha ammesso di avere una relazione. A quel punto l’operaio, che ha raccontato di suoi problemi di depressione per motivi di lavoro (temeva di essere licenziato per aver perso dei documenti aziendali) e anche, a suo dire, per non aver elaborato la morte dei genitori, l’ha uccisa. “Quando lei mi ha detto di quella storia ho visto tutto nero, mi sono sentito fallito come marito e lavoratore”. Dopo aver soffocato la moglie ha tentato il suicidio tagliandosi le vene.

L’uomo era stato interrogato per oltre cinque ore dal magistrato inquirente, Massimiliano Bolla. E’ emerso che l’operaio non aveva elaborato il dolore per la morte dei genitori, non era soddisfatto del lavoro: queste due cause lo avevano fatto andare in depressione. E poi la gelosia per quella donna di 41 anni che aveva sposato 13 anni fa dopo che era arrivata dal Perù. Al magistrato l’operaio ha parlato di una profonda insoddisfazione familiare. Il rapporto tra i due si sarebbe raffreddato da quando la donna ha cominciato a frequentare il corso per diventare operatrice sanitaria che l’ha tenuta più tempo lontana da casa rispetto a quanto faceva in precedenza quando la sua vita era interamente dedicata al marito ai figli, alla casa.

I figli della coppia, di 13 e 10 anni, sono stati affidati ad una zia paterna e sono stati informati della morte della mamma dagli psicologi della procura di Savona.

“La mattanza non si ferma e cosa si sta facendo per fermare questa terribile ondata di violenza? Continuiamo a chiedere l’intervento dei nostri rappresentanti istituzionali ma sembra che il problema non interessi a sufficienza”. Lo afferma la presidente del Telefono Rosa nazionale Maria Gabriella Carnieri Moscatelli riferendosi, in particolare, agli ultimi due casi: il femminicidio in provincia di Savona ed il tentativo di omicidio di Civitanova Marche in provincia di Macerata. “Sono anni che chiediamo di affrontare insieme questa terribile piaga sociale che insanguina l’Italia da nord a sud senza distinzione di età, cultura, professione. Il silenzio è stata la sola risposta. Non ci stanchiamo di chiedere l’intervento del Governo e di sollecitarlo ad ascoltare la società civile. Il Tavolo, importantissimo, presso la presidenza del Consiglio – Pari Opportunità non è sufficiente – sottolinea -, occorre una Commissione che affronti seriamente e con urgenza il problema.
Non ignorate il nostro grido di allarme”.

 


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