MILANO – Il Milan va alla ricerca dell’ultima casella di peso nel nuovo organigramma dirigenziale dopo l’uscita di scena di Leonardo, vicinissimo al ritorno al Paris Saint Germain a dieci giorni dalle dimissioni in rossonero all’indomani dell’ultima giornata di campionato. Dopo il sì di Maldini alla proposta di Gazidis di direttore tecnico e il corteggiamento a buon punto di Boban per un ruolo quasi da amministratore delegato della parte sportiva, resta da occupare il ruolo centrale di direttore sportivo.
 

Prima scelta Tare

Il Milan ha individuato la sua prima scelta in Igli Tare. Ma Lotito non molla. L’ex attaccante riflette ma difficilmente lascerà la Lazio. Da Casa Milan però il pressing continua perché il Fondo Elliott considera Tare la figura migliore per questo ruolo. La possibile alternativa è rappresentata da Rui Costa che però si trova molto bene al Benfica. Non sarà facile nemmeno convincere l’ex fuoriclasse di Milan e Fiorentina. Sotto osservazione anche altri ds, come Bigon e Osti. La necessità di individuare ancora una figura così importante potrebbe anche determinare il rinvio dell’annuncio ufficiale della nomina di Maldini nella nuova posizione, atteso per domani.
 

La delusione di Montolivo

Intanto è arrivato lo sfogo di Riccardo Montolivo che ha vissuto un’ultima stagione al Milan quasi surreale: nemmeno un minuto giocato, nonostante la palese carenza in alcuni frangenti di un centrocampista centrale con caratteristiche di regista. In particolare quando Biglia era infortunato e Bakayoko non aveva ancora ingranato. Ma Gattuso, complici alcune ruggini e la decisione del 34enne ex atalantino di non accettare la cessione la scorsa estate, non ha mai abbandonato la linea dura. La goccia che ha fatto traboccare il vaso della delusione di Montolivo è stata la mancata convocazione per l’ultima partita casalinga con il Frosinone, assenza che gli ha impedito di salutare San Siro a fine gara.
 

Lo sfogo su Instagram

 

Oggi il calciatore si è sfogato con un messaggio su Instagram: “Sette stagioni con questa gloriosa maglia, quattro anni con la fascia di capitano al braccio. Poi mi hanno tolto la fascia e non ho fiatato. Non ho potuto fare un solo minuto in campo e non ho fiatato. Non ho avuto la possibilità di salutarvi nel mio stadio e non ho fiatato. Tutto questo fiato risparmiato lo uso per urlare ‘grazie tifosi rossoneri’, grazie da un capitano e un uomo ferito, ma che continuerà ad andare a testa alta, consapevole di aver fatto sempre ed in ogni ambito il proprio dovere da professionista”.

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