PRISTINA (Kosovo) – Nel Milan irrompono i ventenni. Ha debuttato bene Leao, classe 1999, come Donnarumma. Tra poco toccherà a Bennacer, classe 1997, e a Leo Duarte, classe 1996. Non è ancora il momento di correre con gli elogi: Giampaolo lo ha precisato dopo l’amichevole vinta contro il Feronikeli campione della Lega del Kosovo, cioè di un torneo in cui i migliori calciatori indigeni non ci sono perché giocano tutti all’estero. La partita di Pristina va declassata a “sgambata” e le indicazioni più appariscenti vanno dunque prese col dovuto distacco. Tuttavia il debutto nel Milan di Rafael Leao, ventenne attaccante portoghese pagato 28 milioni di euro al Lille, non ha lasciato indifferente nessuno. In un solo tempo, il secondo, in cui ha sostituito con profitto Castillejo, Leao ha dimostrato di essere vicino alla tipologia di punta che mancava da tempo: veloce, concreta, potente, tecnica e soprattutto capace di giocare per i compagni. La coppia con Piatek (col trequartista alle spalle, nello specifico Bonaventura entrato dopo l’intervallo al posto di Suso) ha funzionato e potrebbe funzionare anche in campionato, fino a diventare il duo titolare.

Un istintivo da perfezionare

Se nel primo tempo il Milan ha trovato il suo grimaldello offensivo proprio nelle giocate di Suso e in parte nelle digressioni di Çalhanoglu mezzala sinistra molto dinamica (invece la coppia di punta André Silva-Castillejo si è persa talvolta in qualche ghirigoro), l’ingresso di Leao ha dato più verticalità e immediatezza all’azione. Dagli strappi del portoghese sulle due fasce, con annessi cross o con gli abbozzi di duetto in area, si è potuto evincere che si tratta di un altruista, dote del resto mostrata già la scorsa stagione in Ligue 1 nel Lille, dove al di là delle cifre (8 gol e 2 assist in 24 presenze) ha esibito appunto questa propensione. La forza fisica, inoltre, gli può permettere un pressing efficace sui difensori e sui centrocampisti avversari. Per ora Giampaolo racconta la prima impressione sul giovane velocista: che sia un istintivo di talento: “L’istinto va bene, ma bisogna anche essere ordinati”. L’allenatore lo ha associato in questo giudizio all’eclettico Paquetà: “Istintivo a sua volta. Va disciplinato. Per me è una mezzala, sono convinto che in quella posizione sia funzionale”.

Mercato senza urgenza

E’ notevole la quantità di eclettici nel reparto offensivo, visto che Bonaventura è tornato dal grave infortunio e sta facendo il trequartista, che anche Çalhanoglu può essere impiegato all’occorrenza nel ruolo e che Daniel Maldini può crescere. L’abbondanza di numeri 10 teorici toglie ansia al mercato milanista: Boban e Paolo Maldini possono aspettare che si profili l’occasione per il colpo a sorpresa o eventualmente la situazione economica più adatta, ad esempio, all’ingaggio dall’Atletico Madrid di Correa, un altro che in quanto a eclettismo non teme concorrenti. I dirigenti del Milan sono dichiaratamente soddisfatti della loro campagna acquisti. Ora, a due settimane dall’esordio di Udine in campionato, contano di trasmettere la soddisfazione ai tifosi: nessun proclama, ma la volontà che i nuovi ventenni siano la base di un progetto.

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Carlo Verdelli
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