A sei mesi dalla strage della discoteca di Corinaldo le famiglie delle vittime tornano a far sentire la loro voce e il loro dolore. Mentre l’inchiesta della procura di Ancona allarga il raggio delle responsabilità, non più soltanto ai gestori e proprietari della discoteca, ma anche a tutti coloro che avrebbero dato i permessi affinchè un magazzino agricolo venisse adibito a discoteca, ieri i genitori di Emma Fabini, 14 anni di Senigallia, morta nella strage, attaccano frontalmente il sindaco di Corinaldo.

Nei giorni scorsi, i genitori di un’altra giovane vittima, Benedetta Vitali, avevano espresso tutta la loro amarezza per la lentezza di un’inchiesta che non è ancora riuscita a fare luce su quanto avvenuto alla “Lanterna Azzurra” la notte dell’otto dicembre 2018. Esprimendo anche un duro giudizio anche sulla presenza del rapper Sfera Ebbasta (che quella sera si sarebbe dovuto esibire nel locale ma non è mai arrivato) tra i giudici di XFactor. Il sindaco di Corinaldo è stato di recente indagato dalla procura di Ancona in qualità di presidente della commissione unificata di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Ma nei giorni scorsi, commentando la sua iscrizione del registro degli indagati, il sindaco Matteo Principi aveva detto: “Sono tranquillo del mio operato e di quello degli uffici comunali”. Una affermazione a cui aveva risposto con durezza Donatella Magagnini, la mamma di Daniele Pongetti, uno dei ragazzi morti nella strage.  “Vorrei avere la tua tranquillità signor sindaco, ci vuole un bel coraggio e una bella faccia ad affermare che avete fatto un buon operato tu e la tua commissione. Tutti voi sapevate che c’erano molte cose che non andavano lì”.

Ieri  sono stati i genitori di Emma, Fazio Fabini e Angela Tempesta, a far sentire la loro voce, con una lettera aperta diffusa dal loro avvocato Luca Pancotti.  “Se lei abbia una qualche responsabilità penale o civile in questa tragedia saranno i giudici a stabilirlo, ma da un punto di vista umano, ci permetta signor sindaco, lei ha mostrato una sensibilità inadeguata alla funzione e ruolo da lei ricoperto”.

“Circa sei mesi fa, come premio per i meritevoli risultati scolastici, abbiamo concesso a nostra figlia Emma il permesso di passare una serata nel locale Lanterna Azzurra, situato nel territorio di Corinaldo, paese di cui lei è sindaco – scrivono i genitori di Emma nella lettera – Il permesso è stato dato come giusta ricompensa per il suo esemplare comportamento”. “Ebbene – ricordano Fazio Fabini e Angela Tempesta – da quella serata nostra figlia, così come altri quattro ragazzi ed una giovane mamma, non è più tornata. Da allora sei famiglie vivono nella disperazione, con il ricordo dei loro figli che meritavano di vivere la propria vita e di non vederla stroncare da questa assurda tragedia”.

“Ora leggiamo le interviste che lei ha rilasciato, nelle quali si dichiara sereno  e tranquillo per il suo lavoro e quello dei suoi collaboratori. A noi francamente questa posizione sembra irrispettosa delle vittime e del dolore delle loro famiglie – sottolineano i genitori della ragazza – Aspetti almeno che sia la magistratura a svolgere il proprio lavoro”, “Se lei abbia una qualche responsabilità penale o civile in questa tragedia saranno i giudici a stabilirlo, ma da un punto di vista umano, ci permetta signor sindaco, lei ha mostrato una sensibilità inadeguata alla funzione e ruolo da lei ricoperto”, affermano ancora Fazio Fabini e Angela Tempesta.  In serata la risposta del sindaco di Corinaldo, Matteo Principi. “Io la responsabilità morale la sento tutta, quando dico che sono tranquillo intendo che ho la coscienza pulita rispetto alle mie azioni. Il dolore è grande e non mi dò pace per quello che è successo”.


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