Chiede scusa, Loris Corradi.  “Rispetto le donne e le scuse doppie le faccio alla mia compagna e a mia madre da cui ho ricevuto l’insegnamento del rispetto innanzi tutto”. Corradi, vicesindaco di Roveré Veronese, vicino a Fratelli d’Italia, era apparso domenica scorsa sul palco della sagra del paese con una t-shirt con scritto: “Se non puoi sedurla puoi sedarla”. Subito si è scatenata la polemica. Il vicesindaco è stato accusato di indossare una maglia che “istiga allo stupro”. Ora lui afferma che quella scritta era “goliardica”.
“Ho lavorato come volontario alla Festa di Santa Viola nel Comune di Grezzana e, per motivi logistici, mi sono trasferito a casa dei genitori della mia compagna”, racconta. “Ho preparato una borsa piena di vecchie magliette da buttare senza doverle lavare. Ero ai fornelli intento alla frittura delle patatine quando mi sento chiamare dagli organizzatori della lotteria per testimoniare, come pubblico ufficiale, della regolarità delle estrazioni, in quanto la persona preposta a farlo, a causa di un imprevisto, aveva abbandonato la manifestazione qualche minuto prima, lasciando gli organizzatori impreparati”. 
Ma la destra lo scarica. La Lega ricorda che Corradi nulla ha a che vedere con il Carroccio ma che è stato eletto con Fratelli d’Italia. E adesso anche il partito della Meloni non vuole avere a che fare con lui. “Il vicesindaco Loris Corradi non rappresenta Fratelli d’Italia a Roverè. Eletto nella lista “Lega Nord – Civiche”, si era avvicinato al nostro partito tra il 2017 e il 2018, ma si era poi allontanato perché critico su alcune scelte. In ogni caso le parole scritte sulla maglietta da lui indossata sono totalmente incompatibili coi princìpi e valori di Fratelli d’Italia e con la partecipazione al nostro movimento”, ha dichiarato Ciro Maschio, deputato e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia a Verona.
Lo difende invece la sindaca del paese della Lessinia, la leghista Alessandra Ravelli: “Ho parlato con lui e sta preparando una lettera di scuse. Non se n’è nemmeno reso conto. Condanno la scritta, ma è stata una leggerezza”.

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Carlo Verdelli
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