“Tutti in marcia per il clima”. E’ l’appello del metereologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli agli studenti per aderire alla marcia globale, il Climate strike, in programma il 15 marzo. Già ogni venerdì gruppi di ragazzi si ritrovano nelle piazza italiane – è accaduto a Parma, Milano, Torino, Pisa, Genova e Roma – per far sentire la loro voce, seguendo l’esempio della giovane attivista svedese Greta Thunber che a soli 15 anni ha scelto di “scioperare” dalle lezioni per andarsi a sedere davanti al Parlamento nel tentativo di costringere i politici ad agire sul cambiamento climatico.

“Lo sto facendo perché nessun altro sta facendo nulla”, ha detto la ragazzina al Guardian. E l’appello di Mercalli sprona allo stesso modo gli studenti delle scuole a muoversi, ad aderire allo sciopero internazionale: “Se sarete pochi vuole dire che del clima di domani non v’importa granché. Ma se, come spero, sarete milioni forse riusciremo a cambiare il mondo in meglio”.

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“Molti studenti finalmente mi scrivono che sull’onda dell’iniziativa di Greta Thunberg vogliono attivarsi per lottare contro i cambiamenti climatici – spiega Luca Mercalli – Bene, forse è giunto il momento buono per farsi sentire”. Il metereologo torinese è da anni impegnato, e a gran voce, nel far capire la necessità di cambiare gli stili di vita e le politiche per un mondo sostenibile. Una battaglia faticosissima. “C’è un fatto antropologico: come sempre sottovalutiamo i problemi a lungo termine – osserva – E poi oggi abbiamo anche una società così complessa che per capire certi problemi ci vuole tempo e un investimento personale. Invece nessuno ha più voglia di approfondire: cosa vuoi che sia un grado in più?, ti senti dire”. Mercalli ha una risposta pronta: “Faccio l’esempio della febbre: provate ad aggiungere un grado in più al vostro corpo e si capisce subito cosa accade. La scienza è certa, fornisce indicazioni per dare futuro al pianeta. Il negazionismo di presidenti come Trump sono un danno”.

Mercalli dunque sprona gli studenti: “Finora sono stati molto distratti, direi assenti. Faccio lezione nelle scuole da 20 anni, l’interesse dei singoli è alto. Ma oggi occorre capacità aggregativa. Questa potrebbe essere un’occasione. Siamo tutti vittime dei cambiamenti climatici, ma loro che hanno davanti 60 anni di vita saranno il bersaglio”. Nel suo invito ai ragazzi il climatologo ribadisce: “Il 2018 è stato in Italia l’anno più caldo di oltre due secoli e il riscaldamento globale continuerà la sua marcia inesorabile se non faremo nulla per ridurre le emissioni di gas serra, le generazioni più giovani saranno quelle che subiranno i guai maggiori e irreversibili. Quindi è estremamente  importante che si facciano sentire, che chiedano al lento e contradditorio mondo politico una svolta ecologica inequivocabile “.
 




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