L’ospedale Careggi di Firenze non ha più scorte di un farmaco contro il tumore alla vescica, la mitomicina, e la Regione annuncia un esposto per chiarire come mai si è venuta a creare la carenza. La molecola infatti è inserita nel lungo elenco dell’Aifa, agenzia del farmaco, dei medicinali che non si trovano o si trovano con fatica. Il governatore regionale, Enrico Rossi, intanto ha annunciato che mandarerà subito, oggi, il direttore generale di Careggi a comprare all’estero il farmaco.

La carenza di mitomicina ha costretto l’ospedale a bloccare 25 trattamenti ad altrettanti pazienti con il cancro. Presto le scorte finiranno anche a Pisa. “Nel resto d’Italia – spiega Rossi – la situazione non va molto meglio. Nel senso che anche altre Regioni si stanno approvigionando all’estero”. Rossi si è molto innervosito quando ha scoperto cosa stava succedendo nell’ospedale fiorentino. “Non ci saremmo mai dovuti trovare in questa situazione: ospedali privi di farmaci per le cure oncologiche. Già il Piemonte ha fatto un esposto alla procura della Repubblica per verificare se ci sono aspetti di rilevanza penale e se la salute dei cittadini è stata messa a rischio per ragioni speculative. Adesso anche la Toscana darà mandato all’Avvocatura di fare lo stesso. Nel frattempo ho dato mandato a Estar, l’agenzia che si occupa delle forniture per tutte le strutture sanitarie pubbliche toscane, di dare il via ad una vera e propria ‘caccia al farmaco’ in tutta Europa per fronteggiare la situazione”.

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Rossi chiama in causa anche Roma. “Il servizio sanitario nazionale è un bene comune che va tutelato. Bisogna che tutte le forze politiche affrontino questo tema. Noi, come Toscana, siamo disposti a dare una mano, ma è necessario che la ministra Grillo si impegni in prima persona perché il sistema sanitario è, appunto, nazionale e l’impegno delle singole Regioni non basta”. Aifa ha inserito da tempo la mitomicina nell’elenco dei medicinali carenti, più di recente e cioè il mese scorso è stata introdotta anche un diverso dosaggio dello stesso medicinale. La Toscana si era mossa per chiedere ad Aifa l’autorizzazione ad acquistare all’estero i prodotti, ma il via libera è arrivato soltanto il primo di luglio ed i tempi per reperire il farmaco sono ancora incerti, così i pazienti che a Careggi ed a Pisa stanno seguendo terapie che prevedono questa molecola rischiano di veder interrotte le cure e pregiudicato il percorso di guarigione”, ha spiegato Rossi, che ha chiesto leggi urgenti e comunque l’intervento dei Nas se “si trovano elementi che fanno pensare ad azioni speculative da parte dei grossisti del farmaco. Questo problema non riguarda solo la Toscana ma tutta Italia, il servizio sanitario nazionale è a corto di farmaci oncologici di vecchia generazione e questa è una situazione insostenibile. Questo significa mettere a rischio la salute dei cittadini, costringere pazienti oncologici ad interrompere le cure in atto con pregiudizio per il processo di guarigione”.

Rossi ha chiuso dicendo: “Prendo atto con dolore della deriva che sta prendendo il sistema sanitario nazionale, dova da un lato mancano gli specialisti, dall’altro mancano i farmaci. E nonostante questo il Governo ancora non avvia provvedimenti per reperire questi medicinali, né programma in maniera efficace le specializzazioni: giusto ieri c’è stato il concorso per le selezioni degli specializzandi: hanno partecipato 18.000 giovani medici per 8.000 posti nelle specializzazioni. Solo 8.000, così avremo 10.000 medici in giro, non specializzati, mentre negli ospedali mancano i professionisti”.
 


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