Che vendano bottiglie di ottimo prosecco o chiavi, laminati o prodotti artigianali,  la questione non cambia. Per fare sempre più affari, gli industriali veneti vanno a scuola di galateo, e i corsi  studiati e  messi in piedi dalla societa di formazione di Assindustria Venetocentro e uniundustria Pordedone sono regolarmente esauriti.

Ogni paese infatti ha le sue abitudini, le sue regole di buona educazione che magari  risultano l’opposto oltre confine, oltre oceano. E così alle nuove lezioni che inizieranno il 16 settembre è già pronta una folta schiera di piccoli e grandi imprenditori ben decisi a non perdere un’occasione da milioni di euro  per una mancanza considerata lieve da noi, ma gravissima dalla controparte.

Gli esperti lavorano da tempo ai corsi, che ogni anno raccolgono un maggior numero di studenti, hanno a lungo studiato anche l’arte del cerimoniale a Roma e all’estero, e raccontano di imprese che si sono ritrovate  a perde contratti da molti zeri per aver commesso un errore nel modo di accogliere una delegazione giapponese, paese in cui la forma è veramente sostanza e le abitudini negli incontro sono veramente diverse.

E quindi è ben ricordare che normalmente non ci si stringe la mano ma si fa un piccolo inchino, un cenno del capo o ci si piega poco quando è un saluto informale ad un amico, mentre nelle presentazioni formali ci si piega almeno a 30 gradi e si porge il biglietto da visita con due mani

Oltre al Giappone, numerosi sono stati gli allievi italiani che lavorano e vendono in Cina o per aziende cinesi.  Perché saremo nipoti del grande Marco Polo, ma usi e costumi èmeglio conoscerli bene sia che si voglia vendere in oriente sia che si lavori qui per aziende dell’altra metà del cielo.

Alle lezioni si impara un po di tutto, dalle regole fondamentali sugli orari per evitare di svegliare un cliente americano all’alba se abita sulla costa est, alla successione prevista dei relatori per i saluti, al fondamentale taglio del nastro ma anche alle abitudini quotidiane diverse per ogni paese. Inutile prenotare una cena con un danese o cliente dei paesi del nord rischiando di presentarsi in ritardo, se non si sa che li la sera si mangia alle 18.

 


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Carlo Verdelli
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