FIRENZE – Per i 60 anni della Serie C, un ospite d’eccezione a Firenze. Gianni Infantino, numero 1 della Fifa, ha preso parte alla cerimonia istituzionale a Palazzo Vecchio, senza negarsi qualche spunto di attualità in un breve siparietto con Arrigo Sacchi. Il presidente della Federazione Internazionale, simpatizzante interista, ha ammesso col sorriso di sperare molto nel nuovo tecnico Antonio Conte: “Parliamo di un grande allenatore, dobbiamo sperare che gli juventini ‘salvino’ l’Inter… I bianconeri dominano con merito, ormai ho smesso di contare gli scudetti consecutivi che hanno vinto. Loro lavorano seriamente, gli altri rosicano”.

“Gravina ha dato credibilità”

Infantino ha elogiato il presidente della Figc Gravina: “Ho un buonissimo rapporto con lui, il mio problema è che da appassionato di calcio italiano non sempre ho la lucidità per dare consigli. Con il suo lavoro Gravina ha già ottenuto risultati importanti, ha dato una credibilità importante al sistema calcio italiano. Bisogna lavorare, non esistono soluzioni magiche, bisogna rimboccarsi le maniche, lavorare sulla positività del calcio italiano e investire nelle infrastrutture”. Tra le tante domande, anche una sulle regole dei trasferimenti: “Sappiamo che ci sono flussi finanziari molto importanti, più di sette miliardi solo per trasferimenti internazionali, ogni anno. Ogni volta che la polizia, la finanza o qualcun altro, in qualsiasi paese al mondo, dà un’occhiata ai trasferimenti scopre qualcosa di strano. E’ una questione di immagine del calcio, dobbiamo far vedere che siamo seri, che siamo responsabili, chiarire le regole, mettere delle regole certe sugli agenti ma anche sui trasferimenti e lo faremo quest’anno”.

Il peso del Fair Play Finanziario

Un’urgenza che torna prepotente anche sul Fair Play Finanziario: “Bisogna e si deve fare qualcosa per aiutare chi investe nel calcio. Ben venga chi vuole investire nel calcio a tutti i livelli. Sta a noi dare delle regole certe. Quando ero all’Uefa abbiamo introdotto il fair play finanziario per un motivo ben preciso: il calcio europeo per club perdeva ogni anno un miliardo e settecento milioni, dunque dovevamo porre fine a questa spirale negativa. Per questo abbiamo introdotto delle regole che hanno avuto successo perché oggi il calcio europeo per club non ha più perdite, anzi. Adesso bisogna farlo evolvere. Starà all’Uefa decidere come fare”. Inevitabile una battuta sull’ascesa del calcio femminile: “Bisogna investire nel calcio in quanto gioco, il Mondiale è stato incredibile, ha aperto gli occhi a moltissimi. Abbiamo fatto più di un miliardo di spettatori nel mondo. Bisogna costruire e fare in modo che il calcio femminile rimanga e cresca ancora di più”.

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