Da problema industriale localeTaranto diventa “simbolo internazionale dei diritti violati dell’infanzia”. Per questo Unicef Italia ha scelto il capoluogo pugliese per concludere le celebrazioni per l’anniversario della Convenzione Onu sui diritti dei minori, con un girotondo davanti ad alcune scuole primarie della città (comprese quelle dei quartieri Tamburi e Paolo VI), una conferenza stampa e un incontro con gli studenti dei licei.

“Chiediamo al Presidente della Repubblica – ha sottolineato il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini – che siano ripristinati i diritti costituzionali e umani dei bambini e di tutti gli abitanti di Taranto, nonché quelli delle future generazioni il cui destino si ipoteca oggi. Si rifletta sui diritti negati ai bambini di Taranto ai sensi della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza delle Nazioni Unite: bambini che per mesi si sono visti negare il diritto di crescere in un ambiente sano in cui esprimere tutte le proprie potenzialità”.

“Ho raccolto questa mattina le letterine di Natale dei bambini di Taranto, con le richieste e i desideri espressi per la loro città. Provvederò a breve, insieme agli organizzatori di questa giornata, a consegnarle personalmente al presidente della Repubblica e al Santo Padre”. Saranno consegnati specifici appelli anche al Presidente OMS, Tedros Ghebreyesus, e al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

“A Taranto i bambini mangiano e respirano diossina: questo dato emerge da uno studio del 2014 dell’Istituto Superiore di Sanità, in cui è evidenziato come la diossina assunta con l’alimentazione è di 2,5 volte superiore a quella inalata e i due effetti peraltro si sommano”. Lo ha affermato Prisco Piscitelli, Epidemiologo Isbem (l’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) intervenendo a Taranto alla conferenza stampa dell’Unicef.

“Il caso Taranto non è chiuso” ha dichiarato Iacomini: “lo studio nazionale Sentieri, nel periodo 1995-2018, ha evidenziato per Taranto nei confronti della regione Puglia un eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone in entrambi i sessi; un aumento compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute e un eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne di morti per malattie dell’apparato digerente”.

 


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