Condannata all’ergastolo. Questo il verdetto del tribunale di Livorno per Fausta Bonino, 57 anni, l’infermiera accusata di aver ucciso nel periodo fra settembre 2014 e settembre 2015 alcuni pazienti che erano ricoverati all’ospedale di Piombino. La difesa della donna avava chiesto e ottenuto di poter accedere al rito abbreviato. I giudici hanno riconosciuto la donna colpevole per quattro casi sui dieci che invece voleva l’accusa. Per sei secondo la sentenza letta in aula stasera “il fatto non sussiste”. E’ rimasta in aula fino alla fine, accompagnata dal marito e da uno dei due figli, Fausta Bonino che poi uscendo dall’aula dopo la sentenza è scoppiata in lacrime: “Non è giusto, non ho fatto nulla”.

L’infermiera, secondo l’accusa aveva usato dosi di un anticoagulante l’eparina (farmaco comunemente usato all’interno degli ospedali) per uccidere alcuni pazienti. Per lei i reati contestati vanno da omicidio plurimo aggravato e continuato ad abuso d’ufficio e ricettazione. Proprio nell’autopsia di quattro pazienti deceduti è stata trovata la presenza di eparina, farmaco che non doveva essere somministrato a quei malati. Fausta Bonino è stata invece assolta anche per abuso di ufficio. La sentenza è stata letta dopo cinque ore di camera di consiglio dal giudice Marco Sacquegna.

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 La procura aveva chiesto l’ergastolo, mentre la difesa, con la stessa Bonino che aveva da sempre proclamato la sua innocenza, aveva sostenuto l’impossibilità tecnica del coinvolgimento dell’infermiera e chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto per nove dei pazienti deceduti e in un caso perché il caso non sussiste. “Ci ha sorpreso il frazionamento dei casi – ha commentato l’avvocato difensore Cesarina Barghini – e certamente faremo appello, questa sentenza ci lascia perplessi”.


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