NANCHINO – Antonio Conte parla alla vigilia di Juventus-Inter, derby d’Italia dell’International Champions Cup che si gioca domani alle 19.30 di Nanchino, le 13.30 italiana. È la prima volta che ritrova la Juve dopo averla abbandonata, senza preavviso, cinque anni fa.
Signor Conte, che significato ha questa sfida?
“Stiamo cercando di lavorare sui concetti di gioco nelle due fasi, di possesso e di non possesso. Più si gioca più si apprende, e poi si analizza quello che va e che non fa. Avere questo tipo di gare aiuta ad apprendere più velocemente quello che dobbiamo fare”.
Qui in Cina è conosciuto per essere un uomo molto diretto, lo sapeva?
“No e ne sono orgoglioso. Chiarezza, onestà e trasparenza per me devono essere alla base di ogni rapporto, con dirigenti, giocatori e tifosi”.
Il presidente Zhang l’ha rassicurata, durante l’incontro di ieri?
“Non penso di dover essere rassicurato. Ho sempre detto di essere fiducioso nel lavoro del club, non avevo e non ho bisogno di rassicurazioni, né me ne hanno date. Abbiamo parlato in maniera serena, come abbiamo sempre fatto”.
Si aspetta novità a stretto giro?
“Intanto sono arrivati Godin e Vecino, sono contento di averli. Matias viene da un infortunio muscolare serio, ci stiamo andando cauti per non forzare i tempi anche se il recupero è vicino”.

Ma dal mercato non è in arrivo nulla?
“Per i nomi che circolano, penso che saranno fatte delle riflessioni e poi saranno prese delle decisioni, tenendo conto di tutto, anche dei vincoli del fair play finanziario. Si agirà per il bene dell’Inter, ma sapendo che le decisioni possono spostare l’ago della bilancia e anche delle aspettative”.
Quando l’Inter sarà all’altezza dei top club?
“La nuova proprietà sta portando grandi cambiamenti, ma c’è bisogno di tempo per assimilarli. Bisogna impiantare base solida, per portare il club a livello che gli compete. Questa è una società ambiziosa, ma c’è bisogno di tempo”.
È la prima volta che affronta la Juve?
“Effettivamente sì, ma prima l’avevo già incontrata con Arezzo e Atalanta. È umano che questo mi provochi emozione, ma al tempo stesso so che la Juventus è un avversario e mi considera un avversario. Rivedere tanti amici sarà emozionante, poi al fischio d’inizio combatteremo per superarci l’un altro”.
Tornare in Italia non è un passo indietro?
“La Premier è più difficile, ci sono sei squadre che possono vincerla, ma anche il campionato italiano sta tornando a crescere: lo vedo migliorato sotto ogni punto di vista, anche le infrastrutture. Ma in Inghilterra sono una spanna sopra”.
È sorpreso che Agnelli abbia scelto Sarri?
“La Juve ha preso la sua decisione e quindi non sta me a giudicarla. Sarri è un ottimo allenatore, se hanno fatto questa scelta avrsnno avuto dei buoni motivi”.
Quanto c’è mancato che questa partita la disputasse da allenatore bianconero?
“Non sono mai stato vicino alla Juventus, non ho mai ricevuto una telefonata. È sempre stata l’Inter a mostrarmi interesse e affetto. Ed è anche per la corte insistente che mi è stata fatta fin dall’inizio che sento di avere grandi responsabilità verso il mio nuovo club per costruire qualcosa che in questo momento non c’è, ma le cui basi le stiamo mettendo”.

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