MILANO – “E’ un momento particolare per l’Inter ma non così catastrofico”, pensieri e parole di Luciano Spalletti alla vigilia della partita contro il Bologna in programma domani a San Siro alle ore 18. La sfida contro i felsinei rappresenta tanto se non tutto per i nerazzurri che hanno solo la via della vittoria dopo l’eliminazione in coppa Italia per mano della Lazio. L’allenatore interista prosegue e commenta così le voci su Antonio Conte: “Lui può andare in giro dove gli pare. Marotta è giusto che cerchi il bene dell’Inter, per migliorarne il futuro. Marotta sa come si fanno le cose e per quello che state dipingendo non rappresenta il suo stile di lavoro o la sua professionalità. Lui sa bene che queste cose qui non fanno il bene dell’Inter. Per come si stanno riportando certe notizie è un’offesa alla sua qualità professionale, perché così si comporterebbero i dilettanti e non i professionisti come Marotta”.

Come si riparte e come si riporta entusiasmo nei giocatori?
“Si fa sempre allo stesso modo, per certi versi. Per altri si vanno a cercare le soluzioni per ciò che è avvenuto che non è andato bene. Ogni partita ti porta delle cose nuove e naturalmente si va dentro quella che è l’analisi di quello che è successo. Nello specifico ci sono delle cose da migliorare, ma la squadra è stata dentro la partita. Di conseguenza si dividono bene le cose non facendo ulteriore confusione”.

È il periodo più complicato da quando è all’Inter o si sta un po’ esagerando?
“Siamo usciti dalla Coppa Italia come dalla Champions, sono competizioni importanti. Però come ho detto prima bisogna andare a lavorare in maniera corretta sulla struttura, sull’idea che avevamo di costruire perché solo consolidando la struttura si può ambire a vincere titoli. E’ chiaro che i tifosi hanno fretta perché sono molti anni che l’Inter non vince, ma non posso addossarmi tanti anni di mancate vittorie. Se si sta esagerando o no lo sapete voi. Da qui a dire, per come sono andate le partite, che è tutto da buttar via io non la vedo questa differenza da quello che stiamo facendo a quello che avremmo dovuto fare.

C’è difficoltà a gestire il momento da qui a fine anno? C’è la sensazione che ci siano diversi aspetti…
“Visto che lei ha detto che è un epilogo quasi scontato da qui a fine anno (riferimento a Conte). Marotta tratterebbe un affare di questo genere? E’ un professionista coi fiocchi. E poi incontra Conte in sede? Non sta in piedi. Sono chiare le intenzioni di chi accosta le due cose. E’ talmente ridicolo quel che si scrive. Non diventa più credibile, diventa una strategia. Sennò lo incontra da un’altra parte. Che poi Marotta deve cercare il meglio per l’Inter, è chiaro che deve farlo. A me non cambia nulla se l’Inter cambia la sua intenzione. Io a inizio anno non chiedevo nulla, mi hanno proposto tre anni di contratto e quando si fa un accordo con questa tempistica è segno che c’è la consapevolezza del bisogno di più anni per lavorare e consolidare un’ulteriore crescita. Io se fossi Marotta non mi sentirei lusingato da come è stato descritto in questo confronto che ha per cercare le soluzioni per l’Inter. E’ da ds da prima categoria, non da Serie A”.

Si ha la sensazione che non tutti portino la stessa attenzione in campo…
“Un calciatore che non porta tutta la qualità in campo è ha l’idea che in futuro le cose migliorino per sé non è uno da Serie A o da Inter. A me sembra che la squadra se la stia giocando. Bisogna fare di più, ma siamo arrivati in fondo a questa partita lottando fino all’ultimo. Si è sbagliato per un dettaglio. Io vedo la squadra che sta lavorando e cerca sempre di diventare più solida. Ci sta di perdere qualche volta, perché poi ultimamente è successo più di una volta. Poi si reagisce e si parla di cosa c’è da fare nella gara successiva”.

Qual è la condizione di Nainggolan e Perisic?
“Nainggolan non ha fatto tutti gli allenamenti che doveva fare per essere alla giusta condizione. Essendoci anche la partita non puoi massacrarlo di lavoro e peggiorare la performance dentro la gara. E allora si cerca di farlo crescere e dall’altra parte ricevere i vantaggi che ti può dare. Perisic si è allenato bene soprattutto ieri. Il fatto del mercato è rientrato e se mi fa vedere ciò che io mi aspetto da lui e che so mi può dare sono disponibile ad usarlo. Con me non ha nulla perché sono l’unico che lo ha sempre fatto giocare. Quando ho parlato della notizia di Perisic che è uscita non mi riferivo a Marotta, lui ha solo confermato una cosa già uscito. Marotta lo ha detto anche per metterlo di fronte alle responsabilità di ciò che ha detto. Ora il mercato è finito è c’è necessità che pedali forte. Sono certo che lo farà già da domani se deciderò di schierarlo”

Lei ha esperienza solo dell’anno scorso, ma a gennaio spesso l’Inter rallenta. Cosa fa credere che si possa non andare incontro alla stessa situazione e cosa invece fa pensare che riaccadrà?
“Andare ora ad analizzare la situazione finale delle cose diventa difficile. Ci sono ancora partite da giocare. ‘Adda passà a nuttata’, come dicono quelli più bravi di noi, poi si tirano le somme. Sono convinto che la squadra rimetterà le cose a posto, perché è più completa e più forte dell’anno scorso. Siamo nella condizione di arrivare nelle prime quattro”.

Con le medio-piccole non sono arrivati dei risultati. E’ una casualità?
“Secondo me c’è casualità e poi ci sono delle caratteristiche diverse. Spesso queste squadre alzano la ‘garrà in partita e lì dobbiamo migliorare le nostre qualità. La nostra conformazione, la struttura fisica e mentale è quella di giocare a calcio”.

Che regalo si augura possa avere Perisic per il compleanno (oggi)? Deve fare qualcosa per riconquistare i tifosi?
“Tutto quello che un professionista del suo livello deve fare. Noi abbiamo una considerazione forte e chiara di quello che è. Ce l’ha anche il calcio che guarda i calciatori forti, è considerato tale da tutti”.


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/sport/serie-b/rss2.0.xml