MILANO – La scelta Luciano Spalletti l’ha fatta: Mauro Icardi non è convocato. “Si è allenato e dobbiamo reinserirlo bene. Visto quanto successo in questo periodo, compreso ieri, ritengo giusto che ancora per questa partita non possa essere in grado di aiutare i compagni. Per le prossime valuteremo”, spiega il tecnico dell’Inter alla vigilia della partita contro la Lazio. Quindi attacco affidato a Keita. Ma quando sarà pronto l’argentino? Alla domanda l’allenatore replica secco: “Ho fatto una proiezione del periodo passato fino a ieri. Va considerato tutto. Si è allenato con noi tutta la settimana, ci sono cose nuove che sono successe da dover valutare. Ma gli allenamenti sono fondamentali. Cosa mi aspetto? Preferisco parlare dei convocati”, tra cui c’è anche Nainggolan.
 
Che importanza assume la partita contro la Lazio?
“Abbiamo di fronte una concorrente diretta e i tre punti diventano più pesanti. Inzaghi li ha messi tutti nei ruoli precisi, hanno qualità tecnica in trequarti e se non saremo bravi a guadagnare campo in ogni scarico o cambio di gioco, andando a limitare lo spazio sulla trequarti potremmo avere dei problemi”.
 
La sosta non vi ha aiutato… (sono andati ko Lautaro e De Vrij)
“Dipende da che settimana hai passato. Se vinci una gara importante e poi dopo la nazionale ti mancano due pedine è chiaro che ti crea dei problemi. Non siamo stati molto fortunati, ma abbiamo una rosa che può andare a sostituire chiunque e di conseguenza abbiamo dei calciatori a disposizione che prenderanno il posto di De Vrij, come Miranda o Ranocchia”.
 
Le prossime due partite sono un esame di maturità?
“E’ chiaro che se andiamo a fare un’analisi, a volte ci siamo incasinati in partite in cui non sembrava ci fossero i presupposti. Queste due partite hanno un livello di pericolosità importante. Dovremo essere bravi a giocare il calcio che possiamo giocare e che in tante partite abbiamo fatto vedere. Dobbiamo essere convinti di poter vincere in ogni ambito”.
 
Quanta importanza ha Vecino per voi?
“Vecino ha fatto bene in quel ruolo lì. Il fatto di fare subito gol lo ha un po’ aiutato ma era già partito molto bene. Forse è stato più libero di attaccare gli spazi. E’ una sua qualità, ha messo in difficoltà il Milan e ci ha dato un vantaggio. Averlo ritrovato nel pieno delle sue qualità in queste partite lascia presagire bene per il futuro”.
 
L’Inter paga un prezzo alto a livello di Nazionali. Una sosta a dieci partite dalla fine va ripensata?
“Ci sono esigenze da parte delle Federazioni, in ogni caso è una domanda che non mi sono mai posto. Quel che diventa fondamentale è avere un dialogo aperto con il mister, i dottori, che ci sia collaborazione tra gli staff medici dei club e delle Nazionali perché noi muscolarmente non eravamo così puliti, avevamo detto ai calciatori di mettere in preventivo un dosaggio dei minuti avendo due gare ravvicinate. Però quando si tratta di giocatori giovani che vogliono mostrare e dare un contributo alle proprie nazionali crea sempre qualcosa di particolare quella maglia. Per cui si mettono a disposizione anche se hanno il dolorino”.
 
L’Inter è dove se l’era immaginata?
“E’ dove me l’ero immaginata. Si poteva passare il turno in Champions o in un’altra competizione. Ci sono stati determinati eventi in alcune partite, ma come forza complessiva in campionato o per come abbiamo perso alcune partite in Europa, credo di poter valutare che abbiamo lavorato abbastanza bene”.
 
Come sta Nainggolan?
“Per Nainggolan c’è il fatto di doversi allenare con la squadra e dover avere dei ritmi e delle velocità in allenamento che diventano fondamentali per dare il meglio. Però sarà convocato”.
 
Allegri e Gattuso hanno rimandato ogni discorso sul futuro a fine stagione. Per lei è così?
“Mi pongo che ci vediamo anche il prossimo anno”.

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