Il ministero dell’Istruzione anticipa l’avvio delle iscrizioni all’anno scolastico 2019-’20 e gli studenti vanno in tilt. Si parte il 7 gennaio (le pre-iscrizioni sono aperte addirittura dallo scorso 27 dicembre) e la scelta dovrà essere presa entro il 31 gennaio. L’anno scorso si partì il 16 gennaio e si terminò il 6 febbraio, e già si era anticipato di quattro giorni rispetto al 2016-’17 . Un vantaggio, quello ordinato dal ministro Marco Bussetti, che serve per anticipare tutte le operazioni propedeutiche all’avvio del prossimo anno scolastico – cattedre dei docenti, innanzitutto -, ma che, a quanto pare, ha messo in difficoltà gli oltre 500mila quattordicenni che frequentano la Terza media e che sono alle prese con una scelta importante: liceo, istruzione tecnica o professionale?
 
Secondo Skuola.net, “la decisione del Miur di anticipare la finestra in cui si dovrà scegliere a quale indirizzo e a quale istituto segnarsi per l’anno 2019-2020 ha spiazzato i ragazzi: il 44 per cento non ha ancora le idee chiare”. È proprio questo l’esito di una ricerca condotta su 4mila studenti di Terza media da Skuola.net in collaborazione con Radio 24. L’accesso alle scuole superiori per l’89 per cento degli stessi studenti è “un passaggio chiave per il lavoro che si andrà a fare da grandi”. Per Scuola.net e Radio24 “il fattore tempo è stata la discriminante di quest’anno”. Dodici mesi fa il dato degli indecisi si fermava al 36 per cento: l’aumento è dell’8 per cento. Nei giorni di gennaio, tra l’altro, le scuole organizzano le attività di orientamento per illustrare le peculiarità dei diversi indirizzi. 
 
Dalla ricerca emerge anche che tra “consiglio orientativo” della scuola e parere della famiglia è quest’ultimo il più seguito dai ragazzi: il 19 per cento contro il 37. E uno studente su cinque ha fatto tutto da sé consultando i siti internet delle scuole. Anche per il prossimo anno dovrebbero essere i licei a farla da padrona: “Due studenti su tre sembrano orientati ad andare al liceo; il 21 pe cento, invece, predilige un istituto tecnico; il 9 per cento un istituto professionale; il 4 per cento un corso regionale di formazione professionale”. La scelta per la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze, il 53 per cento in tutto, è condizionata dal lavoro che intende fare da grande. Il restante 47 per cento teme di non riuscire a trovare un lavoro dopo i cinque anni delle superiori e spera di mantenersi diverse strade aperte. Uno studente su quattro ha scelto o sceglierà in base ai propri interessi. 

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Mario Calabresi
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