Tra senso di colpa e risparmio, tristezza profonda e sprechi, buone intenzioni e distrazioni col carrello della spesa, la pattumiera racconta come siamo cambiati. Come è mutato  il nostro  rapporto col cibo. E sarà la voglia di risparmiare o il crescere del senso civico, ma gli italiani che raccontano di gettare alimenti commestibili sono quasi spariti. Erano uno su due nel 2014, è uno su cento oggi. E comunque il 92 per cento  quando butta via pane, verdure, latte è assalito da un senso di colpa profondo e 4 su 5 giudicano una vera  assurdità farlo.
 
Sono questi alcuni dati del Rapporto 2018 dell’Osservatorio Waste Watchers di Last minute Market /Swg, monitorati per la 9 campagna Spreco Zero che viene presentata oggi da Andrea Segré. A 20 anni di distanza dalla nascita di Last minute market, lo spin off dell’Università di Bologna che tra i primi cominciò la battaglia contro gli sprechi per il recupero degli alimenti, come fa il Banco alimentare che con  i cibi raccolti sostiene migliaia di associazioni.
 
I dati che indicano un aumento della sensibilità allo spreco di cibo, sono però dati percepiti: “I dati reali sullo spreco, misurati attraverso il progetto Reduce e I Diari delle famiglie italiane in cui segnano tutto quello che usano e buttano quotidianamente, parlano ancora di 3 kg di cibo pro capite ogni mese gettato nella spazzatura”, spiega il docente ed economista Andrea Segrè “In termini di costi, rapportato alle famiglie italiane questo si traduce in 8,5 miliardi gettati ogni anno, lo 0,6 per cento del Pil.  Lo spreco si batte prevenendolo, solo una capillare campagna di educazione alimentare può favorire la svolta culturale”.

Come dire: continuiamo a sprecare,  ma con più sensi di colpa, grazie a campagne educative, e comunque buttiamo via meno che in passato. Un po’ grazie alla programmazione, alle liste della spesa fatte prima di perderci davanti agli sconti tra gli scaffali, ai tre per due. Alla scelta di congelare il cibo avanzato che cresce sempre di più.
 
Gli ultimi dati confermano l’inversione di tendenza: 4 su 10 dichiarano di sprecare meno di due anni fa, 6 su 10 dicono di gettare cibo ancora commestibile solo una volta al mese (17%), o addirittura più raramente (43%).  Il 16% butta alimenti buoni una volta alla settimana e il 15% ogni due. Ma quasi tutti, ben il 92%, si sentono tristi e in colpa quando si ritrovano davanti alla spazzatura a gettare alimenti che avrebbero potuto consumare con un po’ di accortezza e programmazione. Solo il 7%, meno di un italiano su 10, si dichiara indifferente davanti allo spreco alimentare che provoca danni all’ambiente e anche alle tasche, dimenticando nel frigo o comprando troppo rispetto alle esigenze.
 
Nella hit parade dei cibi dimenticati, marciti, buttati via ci sono verdura e insalate, poi frutta fresca, al terzo posto il pane. Poi latte e latticini, uova.

I motivi per cui si butta via il cibo?  Il cibo scade senza che ce ne accorgiamo, ne viene comprato troppo, e quindi resta li a fare la muffa. C’è infatti chi compra troppo, chi sceglie confezioni troppo grandi pensando di risparmiare, chi cucina troppo o ha proprio sbagliato scelte. E se c’è a chi dimentica di programmare, di controllare cosa viene dimenticato da giorni  nel frigorifero, crescono le buone pratiche. Il 30% dice di fare la lista della spesa, programmando così gli acquisti in base alle necessità reali, il 56% conserva il cibo cucinato, il 46% se l’alimento è scaduto prima di buttarlo controlla se è buono, l’11 per cento porta a casa il cibo avanzato al ristorante.
 
 


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Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
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