TORINO – Non sarà una Juventus distratta quella che domani scenderà in campo a San Siro nel derby d’Italia e nelle successive quattro sfide che chiuderanno la stagione. “Siamo la Juventus, non possiamo fare figuracce” taglia corto Allegri, tanto meno in una sfida come Juventus contro Inter “in uno stadio splendido con 70.000 persone sugli spalti”. L’allenatore bianconero recupera Chiellini per l’occasione, che “partirà titolare”, ma deve rinunciare a Bentancur, fermato da un problema muscolare: “Non ci sentiamo sotto osservazione – chiarisce in riferimento alle polemiche post Ferrara -, con la Spal abbiamo giocato una buona partita”. 
A caricare l’ambiente anche il valore emotivo del match con i nerazzurri, guidati dietro la scrivania da Marotta: “Abbiamo passato quattro anni bellissimi, sarà un piacere ritrovarlo”.

Se il futuro di Marotta è all’Inter, quello di Allegri dovrebbe essere ancora in bianconero: “Ci incontreremo con Agnelli, lasciamo passare questo periodo di feste”. Quando si incontreranno verranno gettate le basi per un nuovo assalto alla Champions, sfumata anche quest’anno: “La motivazione principale è difficile dirla, come ho detto tante volte la Champions è una competizione talmente bella quanto bastarda. Se arrivi al momento giusto non nelle migliori condizioni paghi”.
 
Massimiliano Allegri, dopo le polemiche di Ferrara, si sente come Juve sotto osservazione nelle prossime partite?
“Non ci sentiamo sotto osservazione. A Ferrara abbiamo fatto una buona partita, domani è sempre Juve-Inter. Giochiamo davanti a 70.000 persone in uno stadio meraviglioso, dobbiamo fare il meglio possibile. Non è che dobbiamo andare in giro a fare figuracce, siamo la Juventus, abbiamo l’obiettivo di fare altri punti e abbiamo altre partite che ci stimolano”.
Quando vi incontrerete con Agnelli, cosa vi spingerà a dire “proseguiamo”?
“Quello che ci ha spinto tutti gli anni. Innanzitutto a programmare per creare obiettivi nuovi a livello di crescita della squadra, per essere competitivi come tutti gli anni dobbiamo essere. Analizzando quello che è andato bene e quello che è andato male. Le stagioni vanno valutate per partire nel migliore dei modi per creare i presupposti che l’annata futura sia vincente”.

LO SPECIALE SCUDETTO

Questa è una squadra da ringiovanire, puntellare? C’è una sorta di mini rivoluzione da fare?
“Parlare di quello che avverrà l’anno prossimo è difficile. La cosa più importante è essere lucidi e prendere le decisioni per creare le basi per un’annata importante. Poi quello che conterà saranno i risultati dell’anno prossimo. Questo è importante”.
Abbiamo visto i convocati, Chiellini partirà titolare? A centrocampo qualcuno può riposare? Kean dal primo minuto?
“Abbiamo perso anche Bentancur che ha un affaticamento muscolare. Chiellini rientra e gioca, gli altri stanno bene. Se gioca Kean il cambio sarà Bernardeschi, se gioca Berna il cambio sarà Kean. Poi c’è Spinazzola. Sicuramente faremo una bella partita”.
Che effetto fa trovare Marotta da avversario?
“Domani avrò il piacere di incontrarlo di nuovo. Con lui ho passato quattro anni importanti, bellissimi. Con lui, Paratici, il presidente e Nedved abbiamo fatto un ottimo lavoro di crescita della società e questo credo sia un gran risultato. Siamo professionisti, le strade possono dividersi, ma questo non toglie quanto di buono fatto all’interno della società”.
C’è una data per stabilire il futuro?
“No, non ci siamo dati una data. Credo che dopo la partita con la Fiorentina che ha sancito lo scudetto ci sono stati giorni in cui c’è stata in mezzo Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, ora 1 maggio. Lasciamo passare questi giorni, poi la società deciderà. Gli altri anni parlavamo anche a giugno, quindi siamo in anticipo sui tempi”.
Che esperimenti ha in testa?
“Non lo farò domani, ma sono due le cose che mi incuriosiscono di più. Uno è Bernardeschi mezz’ala, vorrei capire se può fare quel ruolo in futuro. Per fare il centrocampista serve un equilibrio forte a livello mentale che ora non ha raggiunto. L’altro può essere Cancelo, perché secondo me ha gol e tiro nelle gambe. Poi il resto, Emre Can da terzo centrale ha già giocato ed è una soluzione per ora e per il futuro, poi Cuadrado mezz’ala”.
Se vedesse Icardi in panchina sarebbe sollevato?
“Icardi è un giocatore straordinario che alla Juventus ha sempre fatto gol. Domani bisognerà essere bravi, se ci sarà, a non fargli fare gol, se non ci sarà difficilmente ci farà gol (ride, ndr). Però c’è sempre una prima volta e magari domani non farà gol alla Juventus”.
Tra noi, nei nostri articoli, sono emerse alcune motivazioni, condizione fisica non ottimale, seconde linee magari non all’altezza, in questi 10 giorni ha trovato una motivazione che si distacca dalle altre?
“Motivazione principale è difficile dirla. Con il senno di poi nel calcio non vai da nessuna parte. Come ho detto tante volte, la Champions è una competizione talmente bella quanto bastarda. Se arrivi al momento giusto non nelle migliori condizioni paghi. Noi quest’anno abbiamo fatto bene fino alla sosta, poi alla sosta avevamo molti infortunati, non scordiamoci che già a Bergamo ci mancava qualcuno. Poi abbiamo ripreso, abbiamo vinto la Supercoppa, ed è stato tutto un rincorrere gli infortuni. Douglas Costa non so nemmeno se è ancora moro o è biondo, perché non lo vedo più. Contro l’Atletico abbiamo fatto qualcosa di straordinario, un miracolo calcistico, poi abbiamo avuto altri infortuni. Quest’anno è stata una stagione all’apparenza facile, ma in realtà difficile. Senza spingere forte sul campionato avremmo rischiato di arrivare a queste partite, con questi giocatori, con meno vantaggio sul Napoli. Su questo siamo stati bravi, poi in Champions ci sono squadre forti. Contro l’Ajax ho sentito tante critiche, che è giusto perché quello che conta è il risultato, ma la Juventus non è una folata di vento che fa un anno di Champions. La Juve negli ultimi anni si è stabilizzata nelle prima 8, quindi ha un lavoro da fare lungo negli anni. Ci sono squadre che hanno aspettato 10 anni per vincere la Champions. Voi direte che non la vince da 25 anni, ma io parlo del mio. Normale le critiche ci siano, ma buttare all’aria un lavoro fatto e che verrà continuato nei prossimi anni, è eccessivo. Parliamo di una squadra che ha vinto il 50% dei trofei. Bisognerà lavorare, sapere dove abbiamo sbagliato e avere un po’ più di fortuna. Quest’anno per la prima volta nei miei cinque anni siamo arrivati male ai quarti. E sicuramente ho responsabilità anche io”.
Un parere sull’annata di Douglas Costa?
“E che devo dire? Ha giocato le prime 4 partite poi più nulla. Capitano queste annate, lui è un giocatore da Champions, si è visto anche ad Amsterdam, poi però si è fermato di nuovo. Ripeto, non so se è biondo o moro, non posso dare una valutazione”.
Ci saranno delle condizioni che porrà al presidente per continuare insieme?
“Quando si programma il futuro si parla e ci sarà un confronto. Dal confronto bisogna uscirne migliori per programmare una stagione che sarà difficile, perché vincere il nono scudetto, tentare di vincere la Champions, di nuovo la Coppa Italia e la Supercoppa serve lucidità. bisogna essere lucidi nelle valutazioni e distaccati da quello che è successo. L’anno prossimo quando la stagione riparte si azzera tutto. Tutti siamo a 0, per vincere il campionato servono 88 punti, quindi bisogna lavorare, correre, allenarsi per vincere. Quello che abbiamo fatto rimane scritto nella storia, il resto sono chiacchiere”.


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