TORINO – Prima di parlare di calcio giocato, le prime parole di Massimiliano Allegri alla vigilia dell’ultima giornata di andata contro la Sampdoria non potevano che riguardare il caos nel mondo del pallone, tra violenza e razzismo, ipotesi di sospensione delle partite e insulti ai defunti. “Solo chi ha il controllo dell’ordine pubblico può interrompere una partita – l’affermazione iniziale del tecnico bianconero prima di partire con la profonda censura di ogni tipo di violenza -. Non siamo noi e nemmeno  l’arbitro a poter fermare una partita. Detto questo non tollero nessuna forma di razzismo e di insulto anche nei confronti dei morti”.

La soluzione è “parlare con i bambini, iniziare ad educare al rispetto ma iniziare a farlo, altrimenti tra due mesi saremo di nuovo qui a parlare”: proprio le parole, secondo Allegri, sono uno strumento delicato, specialmente per chi ha visibilità, notorietà e credito come calciatori, allenatori, dirigenti. “Sono soddisfatto delle parole di Gravina, ha preso una posizione. Credo ci siano misure preventive da prendere su tutto e per l’ennesima volta abbiamo la possibilità di sterazare. Per farlo, però, non bisogna chiacchierare, ma fare”.
Tornando al calcio giocato, la sfida con la Sampdoria è “l’ultimo sforzo di quest’anno che chiedo alla mia squadra, per vivere serenamente le vacanze e girare a quota 53”: il pareggio di Bergamo è stato “un ottimo risultato ottenuto contro un’ottima squadra in 10 per 45′”.

Ecco perchè quando Allegri legge “di una Juventus in crisi mi viene da pensare che sia andato il panettone di traverso a qualcuno: sedici vittorie e due pareggi non sono male”. Domani riposerà Bonucci, “sostituito da Rugani”, mentre saranno a disposizione sia Matuidi che Benatia, oltre al recuperato Bernardeschi: assenti solo Cancelo, Cuadrado e Barzagli.

Massimiliano Allegri, è soddisfatto delle dichiarazioni del presidente della FIGC Gravina, che ha detto che non tollererà più certe intromissioni?
“Ha preso una posizione. Credo ci siano misure preventive da prendere su tutto e per l’ennesima volta abbiamo la possibilità di sterazare. Per farlo, però, non bisogna chiacchierare. Io comunque faccio l’allenatore in campo, ci sono gli organi che devono decidere e speriamo che sia la volta buona per prendere misure preventive”.

Alcuni suoi colleghi, tra cui Ancelotti, si sono schierati per prendere una decisione: fermarsi loro se le partite non vengono sospese. Qual è la posizione sua?
“Semplice, non ci si deve fermare. Non siamo noi e nemmeno l’arbitro a poter fermare una partita, solo l’ordine pubblico. Detto questo non tollero nessuna forma di razzismo e di insulto nei confronti anche dei morti e delle tragedie che sono successe, ma purtroppo in Italia abbiamo perso un po’ della nostra educazione e rispetto. Bisogna entrare nelle scuole, lo sport è educativo e entrare nelle scuole farebbe bene, ma credo sia un percorso da fare tutti insieme. Ci sono gli organi di competenza, poi noi, come presidenti, allenatori e giocatori, dobbiamo sapere che le nostre parole sono pesanti, possono avere influenza sulle persone adulte e meno adulte. Dobbiamo essere più responsabili e usare un briciolo di intelligenza per non alimentare quello che c’è già e un’esasperazione che in Italia abbiamo esagerato perché non accettiamo più né sconfitte né vittorie. Fermare le partite è solo un impatto momentaneo, bisogna essere preventivi. Dentro gli stadi c’è la tecnologia che può individuare chi fa casino. Si prende e dentro lo stadio non lo si fa più entrare”.

Contrario alla chiusura degli stadi?
“Non sono decisioni che spettano a me, se hanno preso questa decisione sarà giusta. Il problema però viene risolto momentaneamente, il problema va risolto a monte. Non si risolve chiudendo gli stadi due mesi, e dopo due mesi che si fa? Bisogna prendere misure preventive. Siccome ci sono persone di valore che possono farlo sicuramente lo faranno e noi saremo felici”.

Benatia e Matuidi fanno parte del gruppo? Possono concretamente giocare?
“Possono concretamente giocare. Matuidi aveva un’influenza e l’avevo lasciato a casa per la partita di Bergamo, Benatia aveva una leggera infiammazione, sono tutti a disposizione e rientra anche Bernardeschi. Domani abbiamo una partita difficile, la Sampdoria è in un grande momento, è addirittura in lotta per la Champions League, ma noi domani dobbiamo portare a casa i tre punti, chiudere bene l’anno, fare un bel balzo in avanti e fare le vacanze serene. Bisognerà tirare fuori le ultime energie prima della sosta e ci vorrà anche lo stadio che spinga la squadra. Domani ci sarà bisogno dei tifosi più che mai, in modo sempre corretto”.

Dopo Ronaldo riposerà uno tra Mandzukic e Dybala?
“Dybala sta bene, anche Mandzukic e rientra Ronaldo. Ho cambi importanti in panchina, domani sarà lunga, anche se non riusciremo a sbloccarla nella parte finale sarà un’altra partita”.

Pensa che questa squadra a gennaio sia migliorabile o si fa fatica?
“Dopo Bergamo ho sentito un po’ di cose perché abbiamo pareggiato. Abbiamo fatto una bella partita, in 10 per 45 minuti contro l’Atalanta non era semplice e abbiamo chiuso in crescendo. Al momento, tolta la partita di domani che non so come finisce, la squadra ha fatto 16 vittorie e 2 pareggi che non sono pochi. Poi siamo arrivati primi nel girone di Champions. E se sento parlare di Juve in crisi, forse il panettone è andato di traverso. Se si scherza forse lo posso accettare”.

Un commento su Quagliarella?
“È un giocatore straordinario, che ha sempre fatto gol e quest’anno ancora di più”.

Quali sono gli errori commessi a Bergamo da non commettere in futuro?
“L’errore che ho commesso io è essermi rivolto un po’ troppo animatamente al quarto uomo, ma c’era bisogno di alzare un po’ gli animi. La squadra ha fatto un bel primo tempo a Bergamo, dall’andare sul 2-0 si è trovata sull’1-1, ma non potevamo pensare di non prendere mai gol. La squadra però ha fatto bene”.

Domani toccherà a Bonucci riposare? E chi potrebbe sostituirlo?
“Mercoledì doveva giocare Benatia, ma lui non stava bene e ho fatto giocare Bonucci perché mancando Pjanic avevo bisogno di un po’ di piedi dietro. Domani gioca Rugani”.

Ha sempre detto che domani ci sarà la vera classifica. Questo margine che la Juve sta creando fa capire che questo scudetto la squadra lo sta gestendo con la testa?
“Dobbiamo vincere tante partite e domani è la diciannovesima. Facciamo un passettino alla volta contro un Napoli che è un’ottima squadra e abbiamo ancora lo scontro diretto. Ha fatto una bella partita a Milano, poteva anche vincerla, ma resta la nostra concorrente e dovremo essere bravi a far parlare la matematica ad aprile”.

In Inghilterra parlano della corte del Manchester United. La stuzzica?
“Io sto molto bene alla Juventus, stiamo facendo grandi cose con la società e si va avanti così. Anche perché al momento siamo a dicembre e da qui a giugno ci sono tante partite”.

Ogni tanto ciclicamente dici che il calcio italiano non migliora, queste cose non ti fanno venire voglia di andare via?
“Il calcio italiano mi piace, è bello, difficile. Vanno migliorate le cose fuori dal calcio. Io credo che noi sicuramente bisognerà fare qualcosa”.

Domani avete la possibilità di chiudere l’anno solare con più di 100 punti e sarebbe un record. Cosa le viene in mente davanti a questi numeri incredibili?
“Orgoglio e soddisfazione per quello che abbiamo fatto. Sono contento di come stiamo lavorando, ma questo non può bastare per quello che dobbiamo andare a vincere. Quindi serve profilo basso, stare zitti, che chiacchierare non serve, e vincere, che è la cosa più importante. Domani vinciamo così da girare a 53 punti che sarebbe una gran cosa, ma non per il record, ma perché ci avvicinerebbe all’ottavo scudetto. Solo questo”.

Domani è possibile vedere il debutto di Spinazzola?
“Il dubbio tra lui e Alex Sandro c’è. O partirà dall’inizio o farà uno spezzone, ma sta bene e sono contento di quello che sta facendo”.

AGNELLI SU TWITTER CITA REPORT UNESCO SUL RAZZISMO NEL CALCIO – Il presidente della Juventus Andrea Agnelli ha preso posizione sul account Twitter intervenendo nel dibattito che si è creato nelle ultime ore sugli episodi di razzismo nel mondo del calcio. Il numero uno del club bianconero ha consigliato la lettura di una pubblicazione del 2015 dell’Unesco sulla lotta contro la discriminazione e il razzismo nel calcio, definendolo un testo “ancora oggi ignorato da molti”.

 




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