TORINO – “Pranzo di Natale? Non andiamo mica a fare una gita a Bergamo”. I programmi per il 25 dicembre di Allegri erano chiari a tutti fin dal fischio finale della sfida con la Roma: allenamento alla Continassa, partenza per Bergamo, ritiro e poi domani in campo contro l’Atalanta per il ‘boxing day’ all’italiana. Impossibile sottovalutare una partita quando alla guida tecnica c’è Allegri nonostante le sedici vittorie in diciassette partite e il ruolo di capolista imbattuta ormai assegnato ai bianconeri: anche senza Ronaldo, che inizierà dalla panchina, e con Matuidi rimasto a Torino per un attacco febbrile, la Juventus scenderà in campo per allungare la striscia vincente. “Ronaldo viene a disposizione in panchina con me, così per la prima volta vedremo la partita insieme dalla panchina – il messaggio serissimo veicolato scherzosamente dal tecnico ai microfoni di Sky Sport – Sono contento di quello che sta facendo, quella di quest’anno è stata la miglior partenza a livello di gol e a livello di numeri. Però lui bisogna averlo al top a marzo dove entra in ballo la Champions e dove lui dovrà essere decisivo come tutti gli altri”.

ASSENTI – “Khedira può giocare, rientra, invece Matuidi ha la febbre”. Una notizia positiva e una negativa, anche se l’elenco degli assenti snocciolato poco dopo descrive una Juventus sempre fortissima ma evidentemente non al completo: “Bernardeschi, Barzagli e Cuadrado saranno out, mentre riposerà uno dei due centrali e Kean in dubbio sulla convocazione”.
Nonostante gli assenti e le scelte tecniche, contro i nerazzurri di Gasperini la Juventus proverà ad allungare la striscia vincente: “Sarà importante arrivare bene a livello mentale, se non dovessimo farlo sarebbe un regalo per l’Atalanta e non dobbiamo farlo. Loro vorranno passare un buon Natale battendoci, per rifarsi in casa dopo la sconfitta di Genova. A noi tre punti servono tanto”.

REGALO DI NATALE – I desideri di Allegri e dei tifosi bianconeri sono conosciuti da tutti, anche se impossibili da trovare sotto l’albero a dicembre: “Il desiderio è che gli obiettivi che ci siamo prefissati, diventino trofei. Il 16 gennaio con la Supercoppa è un regalino, ma può essere l’inizio”.


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Mario Calabresi
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