TORINO – Parate eroiche, prestazioni da bocciatura, autogol disastrosi. Il lessico calcistico di luglio lascia il tempo che trova, figlio della continua ricerca del titolo anche quando il cartello “lavori in corso” è evidente e quantomai giustificato. La Juventus di Sarri, reduce dalla vittoria ai rigori contro l’Inter nel derby d’Italia traslato in Cina, è ancora un cantiere aperto: normale a fine luglio, ancora di più quando sulla panchina siede un tecnico “di rottura” rispetto al passato. Vincere insegna a vincere, questo è fuori discussione, ma sarebbe impensabile non  inserire nel conto alcune voci chiave: dal caldo delle sfide in Asia, appiccicoso  e opprimente, alla condizione approssimativa fino alle rose in continua mutazione. L’unica variabile che non cambia è Cristiano Ronaldo: a luglio come a maggio, il portoghese sembra davvero  di un altro pianeta, anche solo dal punto  di vista fisico e mentale. 

La rivoluzione silenziosa

Doveva essere una rivoluzione tattica, uno stimolo per valorizzare la rosa a disposizione della Juventus. Invece a poco a poco si sta trasformando in  un ribaltone che coinvolgerà buona parte della rosa bianconera, con buona pace di Allegri  che la strada l’aveva segnata tempo fa, scontrandosi con le posizioni  conservatrici di  Nedved e Paratici. Migliorare con qualche ritocco era il diktat della dirigenza che ha portato alla rottura con il tecnico dei  cinque scudetti consecutivi: con il senno di poi la ragione ha un’evidente inflessione livornese. Gli arrivi di De Ligt, Rabiot e Ramsey, con gli investimenti su Demiral, attualmente in rosa, più Romero e Traoré, in prestito, sono solo il primo passo di un restyling che evidentemente punta a distendere le rughe della Vecchia  Signora. Nel mirino continuano ad esserci Icardi, sogno di Paratici che dovrà necessariamente superare la resistenza di Marotta, e Pogba, difficile ma paradossalmente più vicino quando Milinkovic-Savic approderà al Manchester United. Colpi che dovranno necessariamente essere finanziati dalle cessioni di pezzi pregiati come Dybala, Cancelo, e due tra Higuain, Kean e Mandzukic. Caselle che dovranno necessariamente essere occupate da pari-ruolo, e che alla fine del  mercato potrebbero regalare una rosa  completamente rinnovata a  Sarri. In definitiva quello che chiedeva Allegri. 

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