SHANGHAI – Non c’è rosa senza spine, nemmeno quella della Juventus, anche se Sarri se ne sta buono buono e finora si è limitato a qualche accenno. Ma da lunedì, dopo una giornata passata a Shanghai e il blitz di domani a Seul che chiuderà la tournée asiatica, l’allenatore avrà un quadro della situazione più chiaro e un grande affollamento da gestire, visto che avrà il piacere di fare la conoscenza dei reduci dalla Copa America (Alex Sandro, Bentancur, Cuadrado, Dybala) e dalle under azzurre (Kean e Pellegrini), arrivando a contare una lista di 29 giocatori: uno sproposito, per uno abituato a fare con 15-16 elementi. Ci sono esuberi in ogni reparto e soprattutto al centro dell’attacco, con quattro candidati per il posto in cui vorrebbero mettere Icardi: è uno dei paradossi juventini. Il fatto è che finora Paratici, assai prodigo nelle spese (è sotto di una quarantina di milioni), non è riuscito a vendere nessuno, se non combinando qualche operazione con gli amici, tipo lo scambio di terzini con la Roma, con Spinazzola valutato 29 milioni e Pellegrini 22. Nessuno si era mai accorto che fossero così forti. Ma a parte questo, e i soldi presi dagli alleati per il riscatto dei prestiti, una cessione vera non è stata realizzata: è saltata pure quella di Perin (la Juve ha esuberi anche tra i pali: adesso in rosa ci sono quattro portieri), per il quale il Benfica avrebbe pagato 15 milioni, se non si fosse accorto che non è in buona salute: fatte le visite mediche, lo ha invece spedito a Torino.

Vendere è molto più difficile che comprare, soprattutto se in giro circolano molti soldi solamente teorici, e la Juve non ha più uno dei più formidabili venditori su piazza, Beppe Marotta. Paratici è invece in stallo e sembra che i giocatori lo sappiano e ci marcino sopra, per strappare condizioni migliori. Così Higuain continua a nicchiare sulla Roma (Paratici ha trovato un’ottima sponda in Petrachi), ma è ancora qui, per altro infortunato, anche un giocatore la cui uscita era stata programmata da mesi, ovvero Khedira. In difesa ci sono cinque centrali, quindi uno di troppo, anche se le condizioni di Chiellini non inducono all’ottimismo: prima di sacrificare uno tra Rugani e Demiral (o anche Bonucci, arrivasse un’offerta coi fiocchi), si valuteranno i polpacci del capitano. A centrocampo cresce pure Matuidi, soprattutto nel caso in cui Bernardeschi verrà convertito in mezzala, ma anche in questo reparto c’è un elemento dalla salute perennemente instabile, Ramsey. E in attacco, in attesa di Icardi c’è la fila per fare il 9, vero o falso che sia, ma una sola ala pura, Douglas Costa (Cuadrado sembra destinato ad arretrare a terzino), oltre al misterioso Pjaca: è per questo che la Juve sta sempre pesantemente addosso a Chiesa, anche se forse non aveva preventivato la strenua e polemica resistenza di Commisso, che essendo nuovo dell’ambiente non s’è fatto scrupoli a dire dei no ai bianconeri, nonostante in A non usi.

Due dei quattro attaccanti (o tre, arrivasse Icardi) dovrebbero andar via. E l’unico che sembra essersi veramente reso di conto della situazione pare Dybala, che parlerà a quattr’occhi con Sarri per capire quale destino avrà: tra sgomitare per un posto, oltretutto non nel suo ruolo ideale, e cercare fortuna altrove sceglierebbe la seconda ipotesi, magari preferita anche dal club, se non altro perché l’argentino sarebbe vendibile non troppo difficilmente. Marotta, intanto, fa discretamente sapere che lo scambio con Icardi lo farebbe anche subito, ma a Torino temono la fregatura: se conviene all’Inter, perché dovrebbe convenire alla Juve?


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