TORINO – A tre giorni dall’esordio in campionato a Parma le certezze della Juventus sono ridotte al lumicino. Una di queste è, paradossalmente, l’assenza di Maurizio Sarri, con la prima in campionato affidata al suo vice Martusciello: i bianconeri lavorano duramente alla Continassa guidati dall’ex tecnico dell’Empoli oltre che vice di Spalletti all’Inter, ultimo rodaggio prima di andare a caccia dei tre punti al Tardini. Se in campo si lavora in ottica esordio correndo e sudando, fuori  dal campo Fabio Paratici rimbalza da un angolo all’altro dell’Europa del pallone, alla disperata ricerca della plusvalenza salvifica, dell’affare last minute che possa ridare ossigeno alle casse bianconere.  “Quello di cui ho bisogno sono progetti allettanti e quello della Juve lo è – ha raccontato ieri Cristiano Ronaldo nella lunga intervista concessa alla tv portoghese TVI -. Mi è sempre piaciuta questa squadra, è la migliore in Italia e fra le migliori al mondo, ha sempre combattuto per imporsi in Europa”. Osservando le mosse della dirigenza bianconera, però, più che di fronte a un progetto ci si trova al cospetto di un piano finanziario. 

Obbligo di cedere

Fare cassa a qualunque costo è la complicata missione di Paratici. Quando sei costretto a vendere in un mondo come quello del calcio diventa complicato imporre il proprio  volere. Lo sanno le squadre rivali, intenzionate a non rinforzare la Juventus, lo  sanno i calciatori bianconeri, resistenti e reticenti nell’accettare offerte economicamente svantaggiose per loro ma convenienti per la società. I  casi  di Mandzukic e Higuain, muri di gomma nel respingere gli assalti di Manchester United, Bayern Monaco e Roma, sono il manifesto del momento bianconero. Proprio gli ingaggi sono il nodo che sta alla base dei tanti rifiuti a muoversi da Torino, dalla difficoltà di trovare interlocutori in grado di riconoscere pesanti stipendi ai calciatori “over 30”.

Scambio Mandzukic-Suarez

La missione catalana di  Paratici, nata per completare l’assalto a Mirando, terzino classe 2000, si è trasformata in un bazar calcistico. Sul tavolo della trattativa sono finiti Rugani, “una delle colonne della difesa della Nazionale” prima di trasformarsi in un esubero, Emre Can e Mandzukic. Il croato vorrebbe un posto da titolare e difficilmente lo troverà al Barcellona, vista la presenza di  Messi, Griezmann, Dembele e il possibile arrivo di Neymar: Paratici avrebbe proposto  lo scambio con Suarez, 33enne attaccante uruguaiano che potrebbe  in questo modo riprendersi i denti lasciati sulla spalla di Chiellini durante il famoso Italia-Uruguay nei Mondiali  del 2014. “Scambio” è la parola chiave: nelle pieghe di quello che sembra un affare tecnico per tutti, nascono le migliori plusvalenze. In barba ai progetti. 

La numero 9

Resta da capire chi vestirà la maglia numero 9, lasciata libera quando Higuain era ancora con le valigie in mano. Il Pipita venne “parcheggiato” con il numero 21, lasciando libera la maglia che nell’immaginario collettivo è quella del centravanti titolare. Per Icardi, sostennero in molti, anche se le parole di Zhang hanno  raffreddato l’entusiasmo: “Non lo venderò mai alla Juventus”. Veti e rifiuti che potrebbero crollare prima della fine del mercato. 

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Carlo Verdelli
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