TORINO – Il derby d’Italia non si gioca più solo sul campo. Juventus contro Inter è anche il leit motiv che sta animando il mercato degli attaccanti e più precisamente la corsa a Romelu Lukaku. Un duello che dovrà necessariamente risolversi entro l’8 di agosto, quando chiuderà il mercato in entrata della Premier League: resterà aperto quello in uscita, anche se pare difficile ipotizzare una cessione da parte del Manchester United senza la possibilità di sostituire una pedina importante come l’attaccante belga. 

La carta Dybala

Dopo settimane di corteggiamento, l’Inter e Marotta si trovano in una fase di stallo: gli 83 milioni richiesti dai Red Devils per liberare il colosso belga sono decisamente troppi per i nerazzurri, indipendentemente dal fair play finanziario. Ne vorrebbe approfittare Paratici che potrebbe ottenere un doppio risultato con un’unica mossa: il direttore sportivo bianconero vorrebbe infatti inserire Paulo Dybala nella trattativa, proponendo uno scambio alla pari tra i due calciatori. Diametralmente opposti per caratteristiche tecniche e fisiche, ma molto simili per la necessità di rialzarsi dopo una stagione in ombra. La Joya ha sempre ripetuto di voler restare alla Juventus, di giocarsi le proprie chance con Sarri. Non a caso rientrerà prima del 5 agosto, giorno in cui faranno ritorno alla Continassa i sudamericani, per poter parlare con Sarri del suo impiego in bianconero. Sull’argentino resta sempre vigile il Tottenham, che dopo aver offerto 50 milioni sta formulando una nuova offerta decisamente più congrua. Difficile capire se il corteggiamento a Lukaku sia più una manovra di disturbo per rallentare l’Inter o la reale necessità di dare a Sarri un nuovo attaccante: bisognerà attendere i prossimi  giorni, e l’avvicinarsi della deadline del mercato di Premier League, per avere un quadro più chiaro. 

Coreani arrabbiati

Un periodo di forti contrasti per la Juventus, sul mercato dei calciatori ma anche su quello asiatico. Come si apprende dal “The Korea Herald”, la Juventus non avrebbe rispettato l’accordo sottoscritto con gli organizzatori dell’amichevole di venerdì scorso contro la K League All Stars. Match in cui Cristiano Ronaldo è rimasto in panchina per tutti i 90′, venendo meno all’accordo stipulato con i sudcoreani. “La Juventus concorda sul fatto che il giocatore della Prima Squadra, Cristiano Ronaldo, debba giocare una parte sostanziale della partita”: questa in sostanza la clausola contrattuale non rispettata dai bianconeri, che avrebbero dovuto far giocare, secondo i coreani, almeno 45 minuti al calciatore portoghese. L’unica eccezione sarebbe stata  concessa in caso di infortunio durante il riscaldamento o durante la partita: secondo la testata sudcoreana, la K League presenterà una protesta formale contro la Juventus. “Dopo aver scoperto che il nome di Ronaldo non era nella lista del secondo tempo – ha spiegato in una nota la TheFasta, organizzatrice dell’evento -, abbiamo chiesto alla Juventus di far giocare  Ronaldo come scritto nel contratto. Il club ci ha detto che sia l’allenatore che il giocatore erano a conoscenza della clausola, ma che Ronaldo non avrebbe  potuto giocare a causa delle sue condizioni fisiche”. Evidentemente non è bastato ai coreani la sua “imitazione”, il brasiliano Cesinha, e la sua esultanza in occasione del secondo gol del Team K-League.

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