ROMA – “Adesso per 10 giorni ci possiamo allenare senza partite e possiamo  fare una buona preparazione”. Le parole di Maurizio Sarri fungono da spartiacque nell’estate della Juventus, percorso di avvicinamento al via della stagione. Parole che coinvolgono l’aspetto tecnico e, di conseguenza, anche il mercato della società bianconera, impegnata a sfoltire la rosa attualmente di 29 calciatori, troppi per Sarri ma anche per la Uefa e per la lista Champions. L’obiettivo al momento è fare cassa con le cessioni, alimentando così sogni estivi come Icardi, il più vicino a trasformarsi in realtà, o Pogba, difficile se non impossibile vista la concorrenza del Real Madrid. “In questo momento non si possono ancora fare bilanci, abbiamo tanti giocatori a casa – ha proseguito il tecnico al termine della sfida con i sudcoreani del Team K-League -. Questa sera abbiamo dato spazio ai giovani, che erano pronti. Ronaldo? Era previsto che giocasse meno, ma oggi gli ho parlato, ed era molto affaticato, quindi abbiamo deciso di tenerlo a riposo. Abbiamo giocato in un bellissimo stadio, con un grande pubblico e un manto erboso perfetto”. Sulle condizioni climatiche, 30° con un’umidità insostenibile, meglio sorvolare…

Dybala e il Tottenham

L’offerta annunciata dal Daily Mail di due giorni fa, circa 90 milioni  di euro per la Joya, non ha trovato riscontri nella realtà. Anche perché la cifra è proprio quella richiesta dalla Juventus per privarsi del possibile “falso nueve” nelle idee di Maurizio Sarri: gli Spurs hanno fatto recapitare ai bianconeri un’offerta decisamente più bassa, circa 50 milioni di euro, che è stata rifiutata ma che ha aperto la trattativa per il trasferimento dell’argentino. Che è stata probabilmente confusa con la richiesta della Juventus. Attualmente la proposta della società presieduta da Levy è di 50 milioni di euro, decisamente troppo bassa per le pretese di Paratici e della Juventus. Una trattativa che non si concluderà a breve ma che necessariamente andrà avanti: nonostante sia reduce da  una stagione al di sotto  delle aspettative, Dybala resta uno dei pochi calciatori bianconeri con mercato e con estimatori in grado di far contenti Agnelli e la società. 

Khedira e Matuidi

Tra i partenti figurano anche due pedine chiave del centrocampo che fu di Allegri. Sami  Khedira ha diversi estimatori in  Turchia, terra d’origine della sua famiglia, ma anche in Italia, con la Fiorentina di Commisso interessata al calciatore. Per ammissione del presidente viola e del ds Pradé, il via al mercato della Fiorentina è fissato al 10 agosto: se non arriveranno offerte interessanti per Khedira, la trattativa potrebbe andare a buon fine. Tanto più che in viola gioca un certo Federico Chiesa, blindato suo malgrado dalla dirigenza toscana. Per quanto riguarda Matuidi la pista più calda è quella francese, con il Monaco pronto a puntare sul centrocampista “vagabondo”, mutuando la definizione  di Allegri. Difficile un ritorno al Paris Saint Germain, visto l’addio di Matuidi ai parigini di tre anni fa: al Monaco inoltre potrebbe ritrovare anche Moise Kean. L’attaccante della Nazionale di Mancini potrebbe finire proprio in Costa Azzurra: la Juventus vuole assolutamente l’opzione per il riscatto,  condizione che in Premier League non riuscirebbe a strappare. 

Difesa

Esuberi anche in difesa, che attualmente conta cinque centrali: gli incedibili Chiellini, per evidenti motivi, e De Ligt, la certezza Bonucci,  sacrificabile in caso  di offerta irrinunciabile, e la coppia Rugani-Demiral. Il primo è uno dei pallini di Maurizio Sarri, anche se quando si hanno a disposizione calibri come i primi tre è facile perdere l’amore: la valutazione della Juventus è di circa 40 milioni, una cifra inavvicinabile viste le poche  partite fin qui disputate nel suo periodo bianconero dal centrale. Diverso il discorso per Demiral, difficilmente piazzabile viste le clausole del contratto: in caso di cessione, infatti, una parte dei proventi finirebbe nelle casse del Sassuolo, costringendo la Juventus ad alzare obbligatoriamente la cifra rispetto ai 18 milioni che bastarono a inizio luglio per mettere le mani sul centrale turco. Comprare nella stessa sessione di mercato un calciatore a 40 milioni, dopo che qualche settimana prima era costato 22 milioni  in meno, sarebbe un controsenso per qualunque società. 

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