Nonostante la mancanza di materiali tecnici, nonostante le strade sconnesse, nonostante la scarsità di acqua potabile, di cibo a disposizione, il Kenya continua a sfornare campioni del mezzofondo mondiale da oltre cinquant’anni. Non è da meno la sua capitale, Nairobi, che grazie anche a una situazione politica relativamente stabile, si segnala una metropoli in crescita oltre che in fermento culturale e capace di fare massa critica.
 
Nelle strade di Kibera, la più popolata baraccopoli della città (400 mila abitanti circa), si sono ritrovati per una 10 km competitiva una selezione di 200 runner kenioti.  La corsa è riuscita a segnalarsi nel panorama mondiale per varie ragioni: è  la prima volta che l’organizzazione governativa Athletics Kenya inserisce nel proprio calendario ufficiale una gara che avviene dentro la bidonville di Kibera.  La gara, affiancata da una passeggiata benefica di 3 km aperta a tutti, si è offerta da calcio d’inizio per un progetto di rimboschimento della baraccopoli. 
 

Kibera, la baraccopoli che vuole correre verso una nuova rivoluzione ambientale

Motore dell’evento è stata la Fondazione newyorkese Run 4 Future. Presieduta dall’imprenditore italiano Alessandro Berni, Run 4 Future mira a lanciare una serie di eventi sportivi in tutto il mondo con lo scopo di attivare progetti a carattere ambientale, artistico e educativo. “Qua a Kibera, siamo in dialogo con no profit private che già operano nella baraccopoli nell’intenzione di creare nuovi spazi verdi da lasciare aperti al pubblico, dove chi vorrà potrà concedersi dei momenti di dialogo e di ristoro – dice Alessandro Berni – Inoltre attiveremo programmi di pulizia dei torrenti e delle strade che attraversano la baraccopoli. Ma questo è solo l’inizio. Nella nostra visione vorremo che altre città si uniscano a Run 4 Future per attivare progetti simili.”
 
“Nairobi, il Kenya e l’Africa in generale, riescono a ottenere l’attenzione pubblica praticamente sempre per motivi negativi. Questa volta, partendo da una sua eccellenza e supremazia mondiale, il mezzofondo, la sua più popolata baraccopoli, Kibera, si vuole segnalare all’attenzione internazionale per la fondazione e promozione di un progetto che in futuro potrà raggiungere altre metropoli, città e piccoli centri abitati.”  Per ricevere maggiori informazioni sui programmi in Italia di Run 4 Future, italy@run4future.org.
 

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Carlo Verdelli
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