Il progetto si chiamava proprio ‘Integr-azione’. Avrebbe permesso a 3mila giovani immigrati, titolari di protezione internazionale e umanitaria, di lavorare con i coetanei italiani in enti locali o del privato sociale, per i 12 mesi di servizio civile. Ma solo 192, rientranti nei primi progetti presentati lo scorso anno, potranno affrontarlo. Perché, per gli altri, il ministero dell’Interno ha ritirato i fondi. E la Caritas diocesana di Bari – Bitonto non ci sta.

“La Caritas diocesana di Bari-Bitonto – scrivono – mentre si prepara alla selezione dei giovani italiani che svolgeranno l’anno di servizio civile nei servizi caritativi della Chiesa barese, segue con preoccupazione e amarezza la scelta del Governo italiano di bloccare il servizio civile per richiedenti asilo e rifugiati”. Il progetto, promosso dal precedente Governo, era finanziato dai fondi europei del programma Fami, fondo asilo, migrazione e integrazione.

La Caritas locale lancia poi un appello ai ragazzi impegnati nelle loro selezioni per il servizio civile: “Chiediamo ai giovani che incontreremo di seguire con attenzione la vicenda e di esprimere nella modalità più opportuna solidarietà agli amici richiedenti asilo e rifugiati, per i quali in questo momento la possibilità di vivere questa esperienza è negata. Con papa Francesco che ha accolto, ascoltato e incoraggiato tutti i giovani del mondo attraverso il Sinodo da poco concluso vorremmo dire anche noi “Giovani non lasciatevi rubare i sogni!”.


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