Pippo Baudo perde in Cassazione la causa che lo vedeva opposto al Fisco, in relazione a una cartella con la quale si ingiungeva il pagamento di 257.538 euro a titolo di Irpef e Ilor per l’anno di imposta 1996. Con un’ordinanza depositata oggi, la sezione tributaria della Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate e annullato la decisione con cui, nel 2010, la Commissione tributaria regionale della Sicilia aveva dato ragione al noto presentatore, sostenendo che non vi fossero ragioni ostative all’applicazione, in questo caso, del condono, nonostante il procedimento che Baudo aveva avuto per la “condotta penalmente rilevante consumata nel 1994” sulle telepromozioni, per la quale aveva patteggiato un anno e nove mesi.

I giudici di piazza Cavour hanno rilevato che la ‘ratio’ della norma in esame “va rinvenuta nella volontà del legislatore di precludere l’accesso alla definizione agevolata a chiunque fosse stato imputato di un qualsiasi reato tributario, in ragione, cioè, di una sorta di ‘indegnita a fruire del beneficio del condono, godendo il legislatore in materia di condoni fiscali di ampia discrezionalità, come tale insindacabile”.

Nel 2012, invece, la Cassazione aveva dato ragione a Baudo, in una causa di identico tenore, ma riferita ad avvisi di accertamento relativi ad Irpef ed Ilor degli anni 1997 e 1998: per questi, era stato ritenuto applicabile il condono. Nell’ordinanza depositata oggi, si ricorda anche questa precedente pronuncia, allegata agli atti dall’avvocato del presentatore, che però, secondo i giudici di ‘Palazzaccio’, “non spiega effetti preclusivi sulla presente controversia, sia perchè i due giudizi non fanno riferimento al medesimo rapporto giuridico, stante l’autonomia dei diversi periodi di imposta e dei relativi condoni, sia perchè l’efficacia del giudicato esterno trova ostacolo in relazione alla ‘interpretazione giuridica’ della norma tributaria, ove intesa come mera argomentazione avulsa dalla decisione del caso concreto”.

Baudo, spiega in una nota l’avvocato Giuseppe Cristiano, che ha assistito il presentatore in questi due giudizi, “ha sempre pagato le imposte anche negli anni oggetto del contenzioso tributario. Sussistendo i presupposti di legge, aveva chiesto e ottenuto il rimborso delle somme”, ma “il Fisco, ritenendo non sussistere gli estremi per il rimborso, ha emesso le cartelle esattoriali, che sono state impugnate da Baudo con esito positivo definitivo nel primo giudizio” nel 2012, e “con esito negativo in quello odierno”.


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