MILANO – Nell’ormai lontano 2016 entrava in vigore la Riforma del Terzo Settore. Tra le tante novità c’era la Fondazione Italia Sociale (FIS) chiamata da qualcuno “IRI del sociale”: nelle (lodevoli) intenzioni, una sorta di potente catalizzatore pubblico-privato di energie, idee e soprattutto soldi per far crescere il mondo del non profit. Il presidente di FIS è l’imprenditore Vincenzo Manes, patron del gruppo Intek e filantropo, fondatore di  Dynamo Camp, la struttura di terapia ricreativa che ospita minori malati cronici nella campagna toscana, per offrire loro esperienze di svago e socializzazione. Dynamo è una delle esperienze italiane più innovative e di successo del Terzo Settore italiano, dunque un’ottima referenza per FIS. L’IRI del sociale è stata all’altezza delle aspettative, a tre anni dalla sua nascita?

I dati del bilancio 2018: pochissimi dati. Proviamo a rispondere innanzitutto analizzando i due rendiconti disponibili sul sito web della Fondazione: il bilancio al 31 dicembre 2018, contenuto nella relazione alle Camere 2018, e il Bilancio di previsione 2019, entrambi pubblicati sul sito fondazioneitaliasociale.org. Il bilancio 2018 è estremamente stringato: lo Stato ha conferito una dotazione iniziale di un milione di euro. Di questa somma, il 90% è stato accantonato a riserva, l’altro 10% è il patrimonio netto della Fondazione; dunque in pratica è stato accantonato tutto. Non esiste invece un conto dei cosiddetti “profitti e perdite” cioè dei costi e ricavi generati dall’attività quotidiana.

Dunque nessuna attività è stata fatta nel 2018? La risposta è nella Relazione alle Camere: “Tutte le attività del 2018 sono state realizzate grazie al contributo pro-bono del personale di organizzazioni e imprese che hanno condiviso il progetto…la Fondazione non ha ritenuto di utilizzare il fondo di dotazione conferito dallo Stato…nel rispetto del principio di prevalenza dell’impiego di risorse provenienti dai soggetti privati”. Parliamo comunque di attività ancora preparatorie: ad esempio l’approvazione di organigrammi e regolamenti, la presentazione di FIS alle imprese, il progetto editoriale della rivista Civic, la mappatura degli strumenti di politica pubblica a sostegno del terzo settore. Tutto senza costi, perché realizzato gratis dai primi sostenitori della Fondazione. “Di fatto, FIS è diventata operativa solo alla fine del 2018, quando è stato approvato il regolamento di ammissione dei partecipanti, cioé i privati che per statuto dovranno portare la maggior parte delle risorse” spiega il segretario generale Gianluca Salvatori. Da allora sono entrate già sette aziende, e almeno altrettante stanno per entrare”.

Le prime risorse impiegate per l’avvio della struttura. Nel budget 2019 troviamo i primi 700mila euro di costi operativi, dei quali oltre la metà – 361mila – corrispondono in realtà a servizi offerti dalle prime sette aziende che hanno aderito a Fis, le quali,  invece di versare la quota annuale di 50mila euro, hanno fornito servizi in natura (consulenza legale e tributaria, servizi informatici per il sito, servizi di comunicazione, affitto della sede e così via). Due delle sette aziende, Intek e KME, sono guidate dal fondatore di FIS Enzo Manes; le altre sono Artefice, Banca Mediolanum, Fondazione Etica, G.U.T. Edizioni, e Pirelli.

Altri 225mila euro rappresentano costi del personale. “Pensiamo a 5-6 persone che quest’anno andranno a costituire lo staff, attualmente composto solo dal sottoscritto” prosegue Salvatori. Non sono ancora previsti  finanziamenti a progetti sociali. “Non può essere diversamente”, conclude Salvatori, “perché non possiamo inserire in bilancio entrate certe dai privati, salvo le quote associative in denaro o in natura versate dalle aziende partecipanti, e non possiamo toccare il fondo di dotazione statale in quanto abbiamo l’obbligo di utilizzare prevalentemente risorse private. Quest’anno però partiranno le raccolte fondi avviate proprio dalle aziende, e la lotteria filantropica, uno strumento molto interessante, già sperimentato all’estero”.

La lotteria filantropica: come funziona. Il “biglietto” della lotteria costerà 500 euro e sarà venduto agli italiani più abbienti, attraverso i private banker e i promotori finanziari che aderiscono all’iniziativa. Il premio sarà la possibilità di destinare il 5% della raccolta totale a un progetto specifico, ottenendo un riconoscimento pubblico. L’istituzione della lotteria, proposta da FIS, è stata inserita nel Decreto fiscale annesso alla finanziaria 2018 e approvata dal Parlamento.  

Mancano ancora 6 consiglieri su 10. Un ultimo elemento critico per la Fondazione Italia Sociale è che il Consiglio di gestione è ancora incompleto: mancano i  6 membri che per statuto devono essere nominati da soggetti privati (gli altri sono di nomina pubblica). Entro marzo si dovrebbe raggiungere il numero minimo di partecipanti privati necessario a nominare i consiglieri mancanti, e raggiungere così finalmente un’operatività piena.
 


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/solidarieta/rss2.0.xml