LO CERCANO ovunque. Potrebbe perfino essere arrivato in Veneto, Lombardia, oppure essere diretto addirittura verso l’Austria o la Slovenia. O ancora non essersi mai allontanato dalla provincia trentina. Per ora nessuna traccia, dunque, dell’orso M49 “evaso” nella notte fra il 14 e il 15 luglio dal recinto di Casteller a Trento. Scappato alle cinque del mattino scavalcando una recinzione elettrificata e privo di radio collare, l’animale si è allontanato nei boschi ed è braccato da alcuni agenti della forestale.

“In una sola notte potrebbe aver fatto anche 70-80 chilometri. Di sicuro si è fermato per dormire e mangiare. E’ bello ipotizzare che sia al riparo, che stia fuggendo magari verso la sua Slovenia, ma la realtà e che anche senza collare un orso lo ritrovi. Potrebbero volerci anche due settimane, ma l’avvisteranno”. Daniela D’Amico, coordinatrice del Parco Nazionale d’Abruzzo, gli orsi li conosce bene. Anche lì sono fuggiti, anche lì sono stati al centro di polemiche per la predazione di bestiame e anche lì sono al centro di un percorso di conservazione. E’ convinta che M49, fuggito nella notte del 14 luglio dal recinto di Casteller a Trento, stia vivendo una fuga che “purtroppo” – dice – “non durerà molto”.
 

Dal momento dell’evasione dalla sua gabbia alta 4 metri ed elettrificata (7000 volt), non si hanno più notizie dell’orso. Lo cercano le pattuglie e i responsabili della forestale e della Provincia di Trento, con il supporto di alcuni ricercatori dell’Ispra, ma per ora nessuna traccia o orma chiara di M49.

 

“Qui in Abruzzo – sostiene D’Amico – abbiamo visto fare agli orsi cose incredibili, sono davvero intelligenti. Se M49 ha visto l’opportunità di fuggire l’ha fatto, forse superando la prima scossa poi è riuscito ad andare avanti. Non sappiamo se ha memoria del dolore né conosciamo la sua soglia di resistenza. Di sicuro siamo tutti rimasti increduli: è una fuga da Alcatraz, in sostanza impossibile, ma uno su mille può riuscirci”. Spiega che potrebbe essere “ovunque, anche a due passi da dove è fuggito. Senza il radiocollare è difficile scovarlo. E’ possibile seguirne in parte le tracce ma poi bisogna attendere un evento, ad esempio legato alla predazione. Poi può essere riconosciuto grazie alle marche colorate sull’orecchio”.

 

Le prime ricerche del plantigrado si sono concentrate nella zona della Vigolana, ma non è da escludere che l’animale possa essersi spostato verso il Veneto o la Lombardia. L’orso di 3 anni e mezzo dal peso di circa 140 chilogrammi potrebbe aver preso la strada dell’altopiano di Asiago, ma anche in questo caso non ci sono segnalazioni di orme o danni negli allevamenti. 

 

“La mia opinione – continua D’Amico – è che lo troveranno. A quel punto bisogna capire cosa succederà. Spero vivamente che si faccia di tutto per evitare – come da dichiarazioni politiche della prima ora – di uccidere un animale solo perché non particolarmente educato. Il problema con gli allevatori lo abbiamo anche da noi, ma esistono dei risarcimenti, delle politiche. Non si può pensare di aver rintrodotto un orso sloveno e poi volerlo ammazzare solo perché non “educato” come altri”.

 

Lo spiega il professor Luigi Boitani, docente di Zoologia all’Università La Sapienza di Roma, intervistato dall’l’Adige: “Se un orso dà uno schiaffo a una persona che si è avvicinata troppo, non è uno sbaglio di chi ha fatto il ripopolamento: è un episodio di normale coesistenza fra umani e animali selvatici”.

 

Nel frattempo la fuga dell’orso M49 sui social sta raccogliendo centinaia di post fatti di tifo sfegatato per la “grande fuga”, scontri politici sulla pericolosità dell’animale e hashtag dedicati alla sua impresa. Tante anche le ipotesi sulla possibile fuga, da quella relativa al livello di furia dell’animale dopo la cattura tale da portarlo a compiere un’evasione così impensabile, fino alla teoria del complotto, ovvero il sospetto che l’orso sia stato ucciso e che la notizia della morte verrà comunicata in un secondo momento. 

 

“L’orso M49 è, evidentemente, un genio delle evasioni paragonabile a Papillon e dotato di superpoteri come un eroe della Marvel Comics, fuggito da un recinto degno di Jurassic Park da cui fuggivano i Tirannosaurus Rex”, sostiene ad esempio in una nota la Lega abolizione caccia (Lac) del Trentino Alto Adige. “Casualmente scavalca il recinto, casualmente rimane indenne alle scariche elettriche, casualmente gli avevano già tolto il radiocollare, casualmente non potendo più controllare dove si trova l’orso è stato diramato l’ordine di sparare a vista al nemico pubblico numero uno del Trentino; casualmente questa fuga consente di dichiarare l’allerta massima. Era in montagna in area poco antropizzata ed è stato trasportato alle porte della città. Adesso questa evasione ‘provvidenziale’, dal punto di vista dell’attuale amministrazione nemica di fauna e vita selvatica, offre loro il margine di poter anche sparare per uccidere”, commenta la Lac che si augura: “essendo stato l’orso M49 così tanto scaltro e dotato di superpoteri da fuggire dal Casteller trovi il modo di volare via in cerca di una regione realmente amichevole con la fauna selvatica”. 

 

Mentre permangono i contrasti fra le dichiarazioni del governatore leghista trentino Maurizio Fugatti, che ha dato l’ordine di sparare a vista solo nel caso l’animale dovesse avvicinarsi alle abitazioni, e la nota del ministro Costa che invitava a non sparare, le associazioni animaliste da Legambiente al Wwf si schierano tutte in difesa dell’orso nella speranza che non gli venga fatto del male. Più duro il movimento Centopercentoanimalisti, che ipotizza che M49 sia già stato catturato e ucciso. 

Il coordinamento del progetto Life for Ursus lo paragona invece a King Kong. “Adesso l’orso volante M49 che prima era in area scarsamente antropizzata si trova suo malgrado alle porte di Trento, se volete come quando quei buontemponi prelevano King Kong dalla sua isola sperduta e lo trascinano in catene nel cuore di Manhattan. Come si conclude la trama dei film su King Kong lo sanno tutti: la bestia si difende ma infine soccombe. Questo triste copione ormai è scritto anche per M49. Ma – prosegue Life Ursus – non possiamo rassegnarci a farci rappresentare, tutti noi, da queste modalità di comportamento prescientifiche e disumane”.

Nel frattempo diverse associazioni hanno dichiarato di voler intraprendere azioni legali in caso di uso della forza o delle armi contro M49.




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