Autobus da Napoli a Milano, compagnia FlixBus. Una donna, di chiare origini straniere, viaggia con il suo bambino. Da un controllo emerge che non ha acquistato il biglietto per il figlio, supponendo che non fosse necessario, non occupando il piccolo alcun posto a sedere.

Tra i passeggeri, c’è chi la apostrofa come “la solita zingara”. “Un’offesa assolutamente violenta e gratuita”, racconta Davide, che viaggiava su quel bus. E allora accade qualcosa che scalda il cuore: “La reazione di alcuni di noi è stata energica, forte e non solo verbale, con una colletta per comperare il biglietto al piccolo”.

Un gesto spontaneo, deciso, significativo. Lei sorride e ringrazia. Chi fino a quel momento aveva scelto la via della xenofobia cala il capo e prosegue il viaggio in direzione Milano in silenzio. “Magari meditando su quelle offese figlie del pregiudizio”, auspicano i passeggeri virtuosi e solidali con la donna, che su quel bus ha trovato comprensione e amicizia.


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