Fotocamere che si bloccano davanti ai volti asiatici perché vengono scambiati per caucasici che strizzano gli occhi.  Algoritmi che gestiscono le tariffe dei taxi che durante un’emergenza – come l’attentato al London Bridge di Londra nel 2017 –  raddoppiano il prezzo perché creati per farlo diventare più salato quando la domanda cresce. Tecniche di previsione delle malattie che finiscono per essere discriminatorie per chi cerca lavoro. Le nuove tecnologie pongono ogni giorno questioni etiche, anche a chi le progetta. Ecco perché al Politecnico di Milano nasce il primo corso in Italia di Ethics for Technology . “Scienziati, ingegneri, tecnologi e progettisti si trovano davanti a una sfida urgente e del tutto nuova  – spiega l’ateneo milanese – quella di affrontare l’innovazione in maniera consapevole, sentendosi responsabili non solo del buon funzionamento delle innovazioni. Ma anche delle loro conseguenze”.

Il corso è rivolto agli studenti di Ingegneria: sono sessanta gli iscritti che l’hanno inaugurato. In cattedra, un filosofo. “Cercherà di far emergere negli studenti un atteggiamento critico che permetta di riconoscere potenzialità e rischi delle tecnologie d’avanguardia sviluppate anche qui al Politecnico”, spiega Paolo Volonté, docente di sociologia e coordinatore di “Meta”, tavolo di lavoro dell’ateneo dove docenti e ricercatori di tutti i dipartimenti lavorano per promuovere una nuova attenzione alle implicazioni etiche e sociali della tecnologia. “Può condizionare la nostra vita – prosegue il docente –  anche in maniera discutibile. Bisogna intervenire oggi sulla loro formazione perché pongano attenzione ai temi etici fin dalla progettazione”.

La pervasività della tecnologia, le risposte che promette di dare alle grandi sfide sociali, dalla salute alla sicurezza, dalla mobilità alla sostenibilità, le scelte che sempre di più vengono demandate agli algoritmi evidenziano come sia necessario comprenderne a pieno potenzialità e rischi – commenta il rettore, Ferruccio Resta – È un dovere per un’università tecnica, tra le prime in Europa, affrontare il cambiamento introdotto dalle nuove tecnologie partendo dall’etica, da un punto di osservazione privilegiato che integra gli aspetti ingegneristici e progettuali con il pensiero filosofico e l’analisi sociologica”.
 
 


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