La loro storia di “non amore” è stata tra le notizie più virali di questi primi giorni del 2019. Massimo Iotta si è sfogato sulla pagina di “Torino sostenibile” perché sarebbe stato scaricato prima ancora di incontrare Chiara: si è presentato al loro primo appuntamento con la metropolitana. Il suo post, su una pagina molto cliccata gestita da un gruppo di ambientalisti torinesi, è stato criticato aspramente ma ha innescato anche un serrato dibattito tra gli utenti.

Già sabato la ragazza si è fatta avanti per spiegare che nulla c’entra il mezzo di trasporto: “L’appuntamento è saltato perché ho scoperto che mi sarei incontrata con una persona che si era già presentata mentendo”.

Ieri Chiara è tornata alla carica per dare altri contorni alla sua versione dei fatti. “Sono basita – scrive – Mi chiamo Chiara e sono una maestra di una scuola materna. Non ho Facebook per via del mio lavoro. Una mia collega mi ha permesso gentilmente di utilizzare il suo profilo per difendermi da un’argomentazione assurda nonché privata. Ho 35 anni e sul mio profilo Tinder c’erano foto e la mia vera età. Abbiamo iniziato a scriverci nel mese di dicembre. Dopo qualche giorno decidiamo di vederci per un caffè. Io accetto dopo un po’. Ero restia, ma sembrandomi una brava persona accetto. La sua risposta fu “Saprò meritarmi la tua fiducia”, corredata da cuoricini e faccine sdolcinate (ad ogni frase sempre un tot di cuoricini , che il signore abbondava). Il signore si e’ preso semplicemente un due di picche perchè a mio personale giudizio se lo meritava”.

A una cena natalizia Chiara mostra a una commensale il profilo di Massimo. Lei dice di conoscerlo “e mi informa che la sua età non era quella da lui indicata. Avrei dovuto annullare semplicemente l’appuntamento? E perché non far capire a un certo tipo di uomini che non sempre possono fare quello che vogliono senza che nessuno dica loro nulla? Soprattutto quando, senza che tu chieda nulla, loro ti vengono a scrivere “saprò conquistare la tua fiducia” ed “apprezzo molto che tu sia così cauta”” .

Chiara non nega il messaggio del metrò, ma lo mette in una chiave diversa. “La storia della metropolitana era un p.s. a fine messaggio e non diceva: “Non si viene ad un appuntamento in metrò” ma “puoi venire in metrò ad un appuntamento?”. La sostanza della frase non cambia ma cambia il contesto. A quell’appuntamento non sarei andata a prescindere, fosse venuto pure su una Lamborghini” .

Lo sfogo di Chiara continua: “Nel lontano 2009 io sono stata piantata in asso dal mio fidanzato il giorno di San Valentino, in mezzo a una strada e con una torta a forma di cuore in mano. Venne a prendermi, non scese neanche dall’auto, mi disse che tra noi era finita e rimasi così in mezzo alla strada per dieci minuti piangendo. Che dite? Vi va bene questa storia? Comunque auguro a Massimo una buona giornata” .
 


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