ROMA. La celebrazione della Passione di Cristo è iniziata, come vuole la tradizione, con papa Francesco prostrato a terra davanti all’altare di San Pietro. Ed è proseguita con la Via Crucis al Colosseo, dedicata quest’anno a prostitute e vittime della tratta, ai minori venduti e ai migranti rinchiusi nei lager creati nei Paesi di transito, a tutti i morti nel deserto e in mare.

In San Pietro

Le funzioni sono cominciate dunque con il Pontefice genuflesso all’altare della Basilica di San Pietro, come vuole la tradizione: tutti si sono inginocchiati. Una volta rialzatosi, dopo aver rimesso lo zucchetto, Francesco ha recitato il Reminiscere.
 
Nella Liturgia della Parola è stato letto il racconto della Passione secondo Giovanni. A tenere l’omelia il Predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa. La Liturgia della Passione è poi proseguita con la preghiera universale e l’adorazione della Santa Croce, e si è conclusa con la comunione.

La Via Crucis al Colosseo

Per le meditazioni e le preghiere proposte quest’anno per le stazioni della Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo, i testi sono stati affidati da papa Francesco a suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata e presidente dell’Associazione “Slaves no more”. Il Pontefice presiede il rito, trasmesso in mondovisione, e prende la parola al termine con una preghiera conclusiva.
 
Lungo le 14 stazioni, portano la croce tra gli altri il cardinale vicario di Roma Angelo De Donatis, alcuni volontari dell’Unitalsi e altri impegnati sulle strade di Roma, missionari di Siria e Terra Santa, una famiglia italiana e una donna che si è sottratta al giro della prostituzione con la figlia.

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