Diffondere immagini sessualmente esplicite è una “pornovendetta“. L’Accademia della Crusca, la secolare istituzione fiorentina incaricata di custodire la purezza della lingua italiana, boccia l’uso del termine inglese “revenge porn“, invitando ad evitare l’uso di “forestierismi opachi”.

I linguisti dell’Accademia, presieduta dal professore Claudio Marazzini, hanno esaminato dal punto di vista lessicale il disegno di legge approvato dalla Camera all’unanimità che introduce il reato di “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti” e al termine dello studio si sono complimentati – riferisce una nota – “con il legislatore che, nella stesura della norma, ha utilizzato parole italiane, organizzate in un testo chiaro e trasparente”.

“Non possiamo allo stesso modo complimentarci con una parte dei commentatori – sottolineano gli accademici della Crusca nel parere diffuso – i quali perseverano, presentando i contenuti della nuova legge, nell’usare forestierismi opachi, senz’altro meno chiari della normativa ufficiale: anche nella discussione parlamentare in aula molti degli oratori e delle oratrici, per illustrare l’opportunità della norma, hanno fatto sfoggio dei termini ‘sexting’, ‘revenge porn’, ‘slut shaming’. Per fortuna, la stesura materiale dell’emendamento non si avvale di questi forestierismi”. I linguisti lamentano come molti commentatori abbiano invece creato “non poca confusione” presentando “talora l’esito legislativo come la norma sul ‘revenge porn’, anche se l’espressione non ricorre affatto nella legge”.

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Spesso “revenge porn” viene affiancato all’equivalente italiano, che esiste, ed è “pornovendetta”. “Pornovendetta” ha già largo corso sui giornali e nella rete, e l’Accademia della Crusca suggerisce pertanto di “adottare la forma univerbata, più specifica rispetto alla grafia ‘porno vendetta’. Il gruppo Incipit presso l’Accademia della Crusca “appoggia questa naturale soluzione, adottata spontaneamente da molti operatori della comunicazione”.

Il gruppo Incipit della Crusca si occupa di esaminare e valutare neologismi e forestierismi ‘incipienti’, scelti tra quelli impiegati nel campo della vita civile e sociale, nella fase in cui si affacciano alla lingua italiana, al fine di proporre eventuali sostituenti italiani. Incipit è costituito da Michele Cortelazzo, Paolo D’Achille, Valeria Della Valle, Jean-Luc Egger, Claudio Giovanardi, Claudio Marazzini, Alessio Petralli, Luca Serianni, Annamaria Testa.


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