Sono arrivati in 48 con un piccolo peschereccio partito tre giorni fa dalla Libia ma hanno raccontato di aver perso in mare alcuni compagni di viaggio, tra cui un neonato di cinque mesi.

E’ ancora poco chiara la dinamica dell’ultima traversata del Mediterraneo che oggi ha portato a Lampedusa, con uno sbarco autonomo, 27 donne ( tre delle quali incinte), 15 uomini e 6 bambini, quasi tutti della Costa d’Avorio e del Mali. La piccola imbarcazione su cui hanno affrontato il viaggio si è presentata direttamente all’imboccatura del porto di Lampedusa sfuggendo a qualsiasi controllo. Ai soccorritori hanno raccontato di una traversata difficile, di un incidente non meglio specificato che avrebbe fatto cadere in mare alcuni di loro ( non si sa bene quanti) tra cui un neonato. I medici dell’ambulatorio che li hanno soccorsi li hanno trovati estremamente disidratati e intossicati dai fumi del motore della barca tanto che alcuni di loro hanno avuto bisogno di flebo e ossigeno.

Ad assisterli allo sbarco anche i volontari di Mediterranean hope che tornano a chiedere al governo anche di far sbarcare i 121 migranti da quattro giorni a bordo della Ong spagnola Open Arms che, dopo aver evacuato a Lampedusa tre donne, due delle quali a termine di gravidanza, hanno ripreso ad incrociare in acque internazionali in attesa che venga trovata una soluzione per autorizzare l’approdo in un porto sicuro che al momento nè Italia nè Malta intendono concedere.


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Carlo Verdelli
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