Riapre domenica la tomba di Mussolini a Predappio. E L’Anpi, con il vicepresidente Emilio Ricci, protesta: “Diverrà l’occasione, ancora una volta, per un corteo di camice nere, saluti romani e di tutto l’armamentario apologetico del fascismo. Un’iniziativa che contrasta dunque con la Costituzione della Repubblica e con le leggi vigenti in materia, la Scelba e la Mancino”. Dopo o cortei del 28 ottobre e del 28 aprile, con saluti romani, torna a indignare la manifestazione attesa per il 28 luglio in occasione del 136esimo anniversario della nascita del Duce.

Non solo, Rachele Mussolini consigliera comunale romana della lista Civica con Giorgia e nipote del Duce insieme ad Alessandra Mussolini, ex eurodeputata di Forza Italia, hanno annunciato l’intenzione di rendere l’apertura della cripta, proprietà di famiglia, permanente

. Un progetto appoggiato dal neo eletto primo cittadino Roberto Canali, di centro destra. “Una questione strategica per il turismo”, aveva promesso il sindaco in campagna elettorale
Intanto l’Anpi protesta sull’apertura di domenica: il corteo di camerati “infangherà la memoria delle numerose vittime della criminalità fascista, delle sue leggi razziali, del suo collaborazionismo con i nazisti che portò al massacro di donne, uomini e bambini innocenti. La memoria delle partigiane e dei partigiani caduti per la libertà”, insiste Ricci ricordando che l’Anpi ha già sporto denuncia contro il corteo del 28 ottobre scorso, sono ancora in corso le indagini, e che vigilerà anche sul 28 luglio.

“Facciamo appello alle autorità competenti, al questore, al prefetto, al sindaco – conclude Ricci – affinché l’Italia intera non subisca l’oltraggio di nostalgici liberi di inneggiare al dittatore Benito Mussolini che trasformò l’Italia in macerie di guerra e disumanità”.

Le manifestazioni alla tomba del duce creano sempre più polemiche e sollevano indignazione. Ad aprile scorso per l’anniversario della morte una marcia di nostalgici aveva scatenato la bufera in Rai per il servizio trasmesso senza contraddittorio. Un servizio che ha portato alle dimisisoni di Antonio Farnè, caporedattore del TgR regionale dell’Emilia Romagna. Ad ottobre, per commemorare la marcia su Roma, Selene Ticchi, la militante poi sospesa da Forza Nuova, si era presentata indossato la maglietta con la scritta “Auschwitzland”.


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

Caffeshop