L’AQUILA si ferma, nel decennale della notte che ha cambiato tutto. Alle 3.32 del 6 aprile del 2009 un sisma distrusse la città e il suo circondario causando la morte di 309 persone. Oggi, dieci anni dopo, in corteo ci saranno non solo i familiari delle vittime del sisma e gli aquilani. Ma anche le persone colpite da altri disastri, da Amatrice a Rigopiano, dall’Emilia a Viareggio, a San Giuliano di Puglia.

Un decennale che ha riacceso i riflettori sulla città, presa d’assalto per l’anniversario dai media nazionali e internazionali.

Tra gli ospiti il premier, Giuseppe Conte, che alla vigilia – nell’annunciare che per il sisma “ci sono delle norme contenute nel Decreto crescita” – ha assicurato la sua partecipazione “alla veglia di preghiera e alla cerimonia commemorativa”. Alla fiaccolata partecipano anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti e Giovanni Legnini.

Come ogni anno da dieci anni il silenzio si rompe solo dal rumore dei passi del lungo serpentone umano. Ad aprirlo lo striscione dei familiari delle vittime con la scritta ‘Per noi, per loro e per tutti’ e con un lenzuolo con i nomi dei 309 morti del sisma. Alle 3.32 poi i rintocchi – 309 quante le vittime – e la lettura dei loro nomi.


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