ROMA – Più che corsa Champions, quella della Lazio si sta trasformando in una passeggiata non competitiva. Il successo di San Siro sembrava aver rilanciato le ambizioni della banda Inzaghi, che si era poi schiantata a Ferrara per replicare parzialmente il passo falso contro un Sassuolo arrivato a Roma con la chiara idea di portare a casa un punto e che invece per poco non se ne ritrova tre in tasca sulla strada del ritorno. Ai biancocelesti non è bastato controllare il gioco per tutti i 96 minuti della sfida: due affondi dei neroverdi erano stati sufficienti per rispondere al discusso rigore trasformato da Immobile. Proprio l’attaccante della Lazio è parso uno dei meno ispirati, pur essendo in buona compagnia e chiudendo il pomeriggio con un gol e un assist: dallo spremuto Lulic agli inconsistenti Badelj e Parolo, forse anestetizzati dalle troppe panchine consecutive. Ma il calcio non è scienza esatta, e il cannoniere biancoceleste ha poi confezionato l’assist proprio per Lulic, che da un metro dalla porta, al 96′, ha segnato il 2-2.

Primo tempo biancoceleste
Il Sassuolo si presenta all’Olimpico in modalità “primo non prenderle”, come già intuibile dalla scelta di Locatelli sulla trequarti al posto di un esterno d’attacco come Berardi. Neroverdi a protezione di Consigli, Lazio che si piazza con le tende da campeggio a ridosso dell’area di rigore, senza però riuscire a sfondare nonostante la presenza contemporanea di Caicedo e Immobile. Il dominio territoriale serve a poco in mancanza di occasioni, Inzaghi vuole che i suoi provino a scardinare il fortino usando prevalentemente le corsie ma il lavoro di Lulic è sempre prevedibile e le combinazioni tra Patric – anche oggi centrale di destra nei 3 – e Marusic, per quanto efficaci, non portano mai a palloni puliti sfruttabili dai due attaccanti e da Parolo, spesso impreciso al momento della stoccata. I brividi principali sono quindi due: un rinvio sporco di Peluso sul corpo di Immobile, il cui effetto flipper per poco non trafigge Consigli, e una conclusione rasoterra di Luis Alberto dai 14 metri, con il portiere neroverde battuto e la sfera a lato di una manciata di centimetri.

Tutto nella ripresa
Putiferio in avvio di secondo tempo. Cross di Patric e mani di Locatelli, Abisso indica il dischetto ma viene invitato al riesame video: prima del tocco del centrocampista neroverde, con il braccio larghissimo, c’è una deviazione del fianco. Ai più raffinati moviolisti il compito di analizzare la decisione dell’arbitro, che non cambia idea. Immobile trasforma, Locatelli rischia l’espulsione per le proteste, il Sassuolo riesce a canalizzare la furia e a trovare subito il pareggio, con Boga che semina il panico nell’area laziale sulla destra. Cross liberato malissimo da Radu, Lirola raccoglie e conclude, Patric devia su Rogerio che da due passi non sbaglia. Acciuffato il pari, il Sassuolo torna a rintanarsi, Inzaghi lancia Correa per Caicedo mentre De Zerbi rinforza il centrocampo con Magnanelli per Locatelli. Immobile è il primo a beneficiare dell’ingresso dell’argentino ma spara su Consigli la chance del raddoppio, dentro anche Milinkovic per Parolo. La Lazio spinge, Luis Alberto dipinge per Immobile che può comodamente trafiggere Consigli ma mette incredibilmente a lato da due passi. Non c’è sosta, cross di Radu per la testa di Milinkovic, grandissima risposta del portiere neroverde. A pagare è il cambio obbligato di De Zerbi, che richiama Matri (crampi) per Berardi. Lazio sbilanciatissima, il nuovo entrato scambia con Sensi e si trova davanti una prateria per uno scellerato tentativo di uscita alta di Radu: filtrante preciso del numero 12, l’attaccante batte Strakosha e sembra tutto pronto per il colpo grosso. C’è tempo per l’ultimo sussulto laziale al quinto dei sei minuti di recupero: Immobile riceve in area sulla sinistra, mette a terra di petto e pesca Lulic solo in area piccola. Il bosniaco non può sbagliare ma ci va vicino, è comunque suo il 2-2. Resta una manciata di secondi, e il Sassuolo sfiora il clamoroso autogol. La Lazio si avvicina così al secondo big match ravvicinato a San Siro, cercando di scoprire se il clima milanese ha l’effetto di una panacea: il quarto posto, almeno virtualmente, è ancora a portata di mano. Ma in questa lunghissima partita a traversone che vede coinvolte almeno cinque squadre, bisognerà capire chi riuscirà a cambiare gioco al momento giusto.

LAZIO-SASSUOLO 2-2 (0-0)
Lazio (3-5-2): Strakosha; Patric, Acerbi, Radu; Marusic, Parolo (24′ st Milinkovic), Badelj (35′ st Leiva), Luis Alberto, Lulic; Caicedo (18′ st Correa), Immobile. All.: Inzaghi
Sassuolo (3-4-2-1): Consigli; Demiral, Magnani, Peluso; Lirola, Duncan (38′ st Bourabia), Sensi, Rogerio; Boga, Locatelli (21′ st Magnanelli); Matri (28′ st Berardi). All.: De Zerbi
Arbitro: Abisso
Reti: 8′ st rig. Immobile, 12′ st Rogerio, 44′ st Berardi, 50′ st Lulic
Ammoniti: Parolo, Badelj, Locatelli
Recupero: 0 e 6′


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