Norbert Feher, noto come “Igor il russo” potrà ricevere visite. Lo ha deciso la direzione della prigione di Zuela, in Spagna dove è detenuto, che ha autorizzato un’amica del killer di Budrio già condannato all’ergastolo in Italia per gli omicidi del barista Davide Fabbri e della guardia ecologica Valerio Verri, compiuti ad aprile del 2017. Ed immediate sono le reazioni dei familiari delle vittime:  “Non è giusto, mi sembra una cosa fuori dal mondo che un carcere di massima sicurezza possa dare la possibilità ad un assassino come lui di ricevere la visita di altre persone”, dichiara Francesca Verri, figlia di Valerio. “Non capisco di cosa debbano parlare e mi chiedo per quale motivo qualcuno senta il bisogno di incontrare un uomo del genere”.

La visita è stata richiesta da Rebeca Sanchez, madrilena e figlia di un militare. Si tratta di un legame nato a seguito di uno scambio di lettere in corso da sei mesi e controllato dalle autorità carcerarie. Secondo quanto scrive l’Heraldo, testata giornalistica di Aragona, a chiedere che gli incontri è stato Juan Manuel Martin Calvente, legale di Feher in Spagna. A questa prima visita potrebbe aggiungersene una seconda, quella di un’altra donna in rapporti epistolari con l’assassino.

Norbet Feher è detenuto in regime di massima sicurezza. Per questa ragione, prima di poter avere un eventuale incontri meno controllati (i così detti incontri affettuosi) “Igor” potrà incontrare altre persone solo in parlatorio e per almeno sei mesi. Al momento il detenuto più noto nella prigione di Zuera legge fumetti e romanzi, sebbene il suo avvocato, Martín Calvente, gli abbia fatto avere il testo che regola le norme del penitenziario in modo che conosca le norme applicate nelle carceri spagnole. Il processo per i tre omicidi commessi in Spagna potrebbe iniziare quest’estate a Teruel.


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