Sono fra i pionieri della colonizzazione mafiosa del Canada, ma non hanno mai rinunciato alla loro casa madre di Siderno, in passato difesa anche al prezzo di una sanguinosa faida. Quattordici persone del clan Muja, espressione del potente casato mafioso dei Commisso di Siderno, sono state fermate dagli agenti dello Sco e della Squadra Mobile di Reggio Calabria per ordine del procuratore capo della città calabrese dello Stretto, Giovanni Bombardieri e dell’aggiunto Giuseppe Lombardo, nell’ambito di un’operazione antimafia internazionale, gestita in collaborazione con le autorità canadesi. Per i fermati, le accuse sono a vario titolo di associazione mafiosa transnazionale ed armata, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale.

Al centro dell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Lombardo e dai pm Simona Ferraiuolo e Giovanni Calamita, le proiezioni territoriali e internazionali del clan Commisso e delle famiglie direttamente collegate. Si tratta di un clan storico, che ha scritto di proprio pugno pagine importanti della storia della ‘Ndrangheta. Sono stati loro infatti i primi a mettere radici oltreoceano e pionieri nel settore del narcotraffico internazionale, ma in più di mezzo secolo non hanno però mai perso i rapporti con la casa madre.

Proprio sul fronte degli organismi che legano stabilmente e strutturalmente i clan della Jonica con le loro proiezioni oltreoceano, l’indagine “Canadian Ndrangheta connection” fa un passo avanti rivoluzionario. Per la prima volta è stato possibile documentare l’esistenza di un organismo stabile in Canada, abilitato non solo a governare affari e dinamiche criminali oltreoceano, ma anche a decidere “affari calabresi”. Si tratta di un passo avanti straordinario nella ricostruzione dell’organigramma internazionale dei clan e delle linee di comando delle famiglie della ‘ndrangheta della zona Jonica reggina.

In passato, le indagini erano riuscite ad individuare la gestazione della colonizzazione dei clan calabresi in Canada, che risalirebbe addirittura agli anni Cinquanta, quando Michele “Mike” Racco ha messo radici nell’Ontario. Sarebbe stato lui, attorno al 1962, a fondare la camera di controllo canadese, un organismo di coordinamento delle attività della ‘ndrangheta oltreoceano, speculare a quelli individuati nel reggino. Negli anni passati poi, era stato anche identificato il Siderno Group of Crime, un comitato d’affari (criminali) composto dalle famiglie della Jonica trapiantate oltreoceano, in grado di gestire contatti e traffici tra Canada, Stati Uniti, Sud America, Australia e Italia e di coordinare decisioni e business evitando conflitti interni.

Tutte aggregazioni e strutture che sembravano vivere una sorta di sudditanza rispetto alla casa madre. Un rapporto – fa intuire l’inchiesta “Canadian ‘Ndrangheta Connection” – che potrebbe essere cambiato o che oggi si scopre diverso, perché per la prima volta è stato possibile provare che c’è, esiste ed è operativo un organismo autorizzato a riunirsi in territorio estero che determina strategie e affari in Calabria.
 
 


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