A BORDO DELLA MARE JONIO – Le navi Mare Ionio e Open Arms con i rispettivi equipaggi (41 persone in totale tra attivisti, marinai e giornalisti) sono trattenuti da due giorni dalle autorità tunisine all’interno dell’area doganale del porto di Zarzis. Tra le persone bloccate in porto, oltre agli inviati di Repubblica e di Avvenire, c’è anche un membro del parlamento italiano, il deputato di Leu Nicola Fratoianni. 
Le due navi sono state costrette a riparare a Zarzis da sabato sera per motivi legati al previsto peggioramento del meteo e per fare rifornimento.

Domenica mattina le autorità hanno preso in consegna i passaporti dell’equipaggio italiano dopo che gli attivisti del Progetto Mediterranea avevano ricevuto una festosa accoglienza organizzata dai pescatori locali. In particolare sabato mattina avevano incontrato Marzoug Chamseddine, carismatico leader dei pescatori, e da sempre in prima linea sulla questione dei migranti, e il presidente dell’associazione di categoria Slah Mcharek.

Dopo 24 ore, grazie anche al pronto intervento dell’ambasciatore italiano a Tunisi, Lorenzo Fanara, i passaporti sono stati restituiti. E tuttavia l’uscita dal porto è ancora interdetta.

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Mario Calabresi
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