“21 anni fa mio papà mi ha dato la vita. Io, ora, la ridò a lui. E, fidatevi, non esiste soddisfazione più grande”. Un lungo post su Facebook e la foto, in ospedale, durante la donazione di midollo osseo al padre malato.
Lei si chiama Giulia Muttoni, ha 21 anni, studia scienze infermieristiche a Milano Bicocca e sa cosa significano malattia e dolore. Quando può, da tempo, aiuta chi soffre come volontaria della Croca Rossa di Premana.
Ma mai avrebbe pensato di dover vivere in prima persona una sofferenza così grande: vedere suo padre ammalarsi. Giulia non ci ha pensato due volte: ha fatto gli esami per verificare la compatibilità di una possibile donazione di midollo e poi, il 30 e 31 ottobre, ha donato parte di sè al papà.

“Non si può descrivere quanto io abbia provato nel vedere la sacca che si riempiva di tante celluline, pronte ad entrare nel corpo di mio papà, armate come soldatini per andare a combattere contro la sua malattia”, continua il post. “Una poltiglia rossastra, composta da 560 milioni di cellule staminali, che significa Vita, Speranza, Guarigione”.

Lecco, dona il midollo per salvare il padre e posta su Facebook: "Una gioia immensa"

Giulia Muttoni (foto Facebook)

Infine l’appello ai giovani come lei a iscriversi all’Admo. Particolarmente sentito in giorni in cui le cronache nazionali seguono la vicenda del piccolo Alessandro, il bimbo di un anno e mezzo affetto da una malattia rarissima in cerca di un donatore compatibile . “Donare il midollo non fa male, non è pericoloso e non fa paura, anzi, vi procura solo un sacco di soddisfazione e felicità”


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